Il festival Torinodanza si erge, in ogni sua edizione, come un crocevia per le visioni più audaci della scena performativa contemporanea, un luogo dove il corpo si fa linguaggio e presagio. In questo contesto di ricerca e risonanza, si colloca la prima nazionale di Giocasta di Michela Lucenti per Balletto Civile, un’opera che scava nelle fondamenta oscure del mito per svelare tensioni che pulsano nel presente. Giocasta non è una semplice rievocazione, ma un’immersione nella spirale atemporale del mito, un cantiere di drammaturgia fisica in cui la figura della madre-regina si eleva a spettro di una crisi universale. Lucenti ne veste e ne sveste il corpo scenico, facendone il prisma attraverso cui filtrare l’ambizione, la colpa ineluttabile e l’orrore della guerra – un orrore osservato dall’abisso della complessità femminile. L’indagine si concentra su ciò che precede la celebre catastrofe, sulla “passione” che consuma, sulla lucida follia di una stirpe destinata al tracollo. L’architettura dello spettacolo si regge su un’essenzialità scenica quasi monacale, dove pochi oggetti fungono da totem in un paesaggio interiore. La forza drammatica scaturisce interamente da un corpo fremente e scomposto, che si muove in un flusso di coscienza non lineare. In questo spazio rarefatto, l’azione è scandita anche dalla presenza discreta ma essenziale di Maurizio Camilli: la sua figura agisce come un contrappunto, una forza drammatica parallela che, con intensità misurata e dedizione totale, alimenta e sostiene la visione di Lucenti, offrendo un contributo performativo di grande potenza alla composizione scenica. L’atmosfera è saturata da una stratificazione sonora che è parte integrante della drammaturgia. La voce stessa, usata come strumento primario, si fonde con le trame tessute da Thybaud Monterisi, il cui ruolo di musica e interlocutore sonoro dal vivo è vitale. Monterisi non si limita ad accompagnare, ma si fa partner nel rito scenico, la sua partitura dissonante e acuta affonda nel cuore del conflitto, trasformando il palco in una cassa di risonanza per le tensioni tra l’individuo e la civitas morente. L’esito è un inno ruvido e necessario, un canto dissonante che sussurra i segreti di una donna sola, di fronte alla Storia.
Visto il 28 settembre 2025
Fonderie Limone – Moncalieri (TO)
Giocasta
regia coreografia e interpretazione Michela Lucenti
musica e interlocutore sonoro dal vivo Thybaud Monterisi
assistente regista Maurizio Camilli
sguardo Emanuela Serra
luci Stefano Mazzanti
suono Andrea Melega
costumi Giulia Spattini
Balletto Civile
Emilia Romagna Teatro ERT – Teatro Nazionale, Focus CARNE,
con il sostegno di Torinodanza Festival / Teatro Stabile Torino – Teatro Nazionale
Orbita|Spellbound Centro Nazionale di Produzione della Danza

