Successo di pubblico per il bellissimo allestimento del 1981, Simone Agrò nominato Primo Ballerino. Repliche fino al 29 ottobre.
Travolgente successo al Teatro dell’Opera di Roma per la prima di Marco Spada di Pierre Lacotte che torna in scena nell’allestimento storico creato per il Costanzi nel 1981 e che conclude con una festa inaspettata: Simone Agrò, che ha interpretato il ruolo di Federici, è stato nominato Primo Ballerino del Teatro dell’Opera di Roma dal sovrintendente Francesco Giambrone, su proposta della direttrice del Corpo di Ballo Eleonora Abbagnato.
Una festosa pioggia di coriandoli a suggello della nomina accompagna i calorosi e sentiti applausi di un pubblico emozionato.

“Simone è un talento cresciuto artisticamente al Teatro dell’Opera di Roma, dalla Scuola, dove si è diplomato con il massimo dei voti, fino alla Compagnia, dove è arrivato quando io ero già alla direzione – il commento della Abbagnato – Questo è un ulteriore motivo di orgoglio nel dare questa nomina. È un danzatore dalla grande passione”.
“È stato un mio desiderio riportare questo spettacolo che è nato qui e che fa parte di questo teatro – il commento della direttrice alla fine dello spettacolo – ci tenevo tantissimo a riproporlo dopo tanti, tanti anni. Ringrazio tutti per il lavoro strepitoso”.

In effetti il lavoro è stato davvero strepitoso perché Marco Spada è un balletto semplicemente meraviglioso, nonostante sia semisconosciuto al pubblico e la ricostruzione filologica di Lacotte è di grande fascino: l’augurio è che possa entrare a pieno titolo nel repertorio del teatro.
“Penso che sia giusto tentare di riscattare almeno il profumo dei capolavori del passato nel campo della danza almeno nella messinscena e nello stile. Capolavori che – in un’arte che non si scrive – muoiono, muoiono per sempre, se qualcuno non li danza”. È con questo spirito che il coreografo francese Pierre Lacotte nel 1981 aveva ricostruito, o costruito secondo la sua visione, il Marco Spada, con un inimitabile approccio archeologico e filologico che ha restituito al pubblico un balletto splendido e misterioso.

La bellezza di Marco Spada, musica di Daniel-François-Esprit Auber, libretto di Eugène Scribe e coreografia di Joseph Mazilier, ora ripresa da Anne Salmon e Gil Isoart, è un gioiello tutto da scoprire o da riscoprire per la sontuosità delle scene e dei costumi di Lacotte, la bellezza della coreografia, la bravura dei danzatori.
La meraviglia comincia dalla magnificenza delle scene, le piazze di paese e i monti dove si rifugiano i banditi, l’opulenza dei grandi palazzi fra antichi dipinti e stucchi, ma sono incredibilmente raffinati nella foggia, nei tessuti, nei colori, tutti i costumi ottocenteschi declinati nella raffinatezza degli abiti dei nobili allo sfarzo accecante dei costumi della festa, fino alla bellezza degli abiti paesani e dei briganti.

La vicenda, ambientata a Roma nell’Ottocento è ricca di intrighi e inganni non senza colpi di scena e racconta del misterioso bandito Marco Spada, che si nasconde sotto le spoglie di un gentiluomo e che vorrebbe far sposare la figlia Angela al Principe Federici promesso invece alla Marchesa Sampietri che ama, riamata, il capitano Pepinelli. Solo la morte di Marco Spada potrà regalare un lieto fine, amaro, e regalare la felicità alle due coppie.
La godibilità del balletto passa anche per l’incantevole, dinamica coreografia, ricca di scene d’insieme, di passi a due, variazioni, divertissement, ma mai scevra di tecnicismi di ogni sorta: una coreografia impegnativa e ricca di sfumature piuttosto di difficile esecuzione che esalta le doti feniche e virtuosistiche dei danzatori e l’evoluzione psicologica dei personaggi niente affatto scontata.

Sontuoso il primo cast che punta sull’eleganza sicura di sé e misteriosa di Igor’ Cvirko, leading soloist al Teatro Bol’šoj, al debutto romano, tecnica e interpretazione sorprendente nel ruolo di Marco Spada, un po’ bandito e un po’ gentiluomo, sulla magnificenza tecnica dell’étoile Jana Salenko nel ruolo della coraggiosa e leggiadra Angela. Applauso all’eleganza passionale di Simone Agrò che interpreta il Principe Federici, all’ardore di Claudio Cocino nel ruolo dell’appassionato Pepinelli, alla forza interpretativa di Marianna Suriano, nel ruolo della Marchesa, sofisticata aristocratica ingannata e vittima degli eventi.

La ricchezza espressiva di ogni passo del balletto viene esaltata dai danzatori in scene grandi solisti
Oltre al primo cast, in scena Alessio Rezza (Marco Spada), Marta Marigliani (Angela), Dmitrij Vyskubenko/Mattia Tortora (Federici), Michele Satriano/Giacomo Castellana (Pepinelli), Alessandra Amato/Federica Maine (Marchesa), Étoiles, Primi Ballerini, Solisti e Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma.

Dopo il debutto del 24 e la doppia recita del 25, il balletto, replica per altre tre repliche, domenica 26 (ore 16.30), martedì 28 (ore 20) e mercoledì 29 ottobre (ore 20). Assolutamente da non perdere. Info e dettagli su operaroma.it
Fabiana Raponi
Fabiana Raponi

