Spettacolo andato in scena il 10 e 11 ottobre 2025 al Florian Espace di Pescara
Andrea Cosentino torna in terra d’Abruzzo, sul palcoscenico del Florian Espace, con il suo Trash Test, spettacolo che apre la rassegna “Teatro d’Autore e altri linguaggi” edizione 2025 di Florian Metateatro.
Lo spettacolo conferma la cifra del teatro di Cosentino, ma al contempo ne amplia la superficie d’azione artistica. Ritroviamo l’inconfondibile vena dissacrante dell’artista abruzzese, orientata verso il tema che lo spettacolo di turno incornicia, così come verso il teatro e le sue convenzioni. Riconosciamo il tratto di una comicità lieve, scevra dagli ammiccamenti facili e dalla corporeità ostentata del clown, dove il riso nasce invece dall’andamento analitico di una parola che non deborda nella freddezza concettuale.
Nel caso di Trash Test questo insieme di fattori risulta amplificato, presente in misura concentrata e potenziata. E ciò avviene per effetto dell’oggetto d’analisi che la drammaturgia di Cosentino focalizza: l’intelligenza artificiale, la sua duttilità pressoché illimitata di applicazione e dunque anche i limiti che (allo stadio attuale del suo sviluppo) essa può dimostrare.
Lo spettacolo possiede dunque in quota importante le qualità dell’esperimento, un dato che non a caso viene sottolineato da Cosentino già nel titolo. Il test riguarda le potenzialità generative dell’intelligenza artificiale, in particolare per quanto concerne le sue applicazioni al linguaggio. Il trash è un evidente quanto ironico giudizio sui risultati prodotti dall’infallibile strumento una volta chiamato alla prova sul campo creativo.
Perché se l’ironia è l’alfabeto del comico, essa rimane appannaggio della sfera umana, sensibile e senziente, emotiva e psicologicamente viva, oltre che intelligente. E’ dunque il terreno più impervio per lo strumento tecnologico, che pur dimostrando capacità combinatorie sorprendenti – specie in termini di velocità d’esecuzione – naufraga pateticamente sull’effetto brillante.
La situazione teatrale che si innesca è assolutamente godibile per lo spettatore, dato che Cosentino dialoga con Chat GPT tramite un sintetizzatore vocale, il che conferisce una voce – e dunque un alone di personificazione – anche all’intelligenza artificiale. Ciò che prende vita non è solo un surreale (diremo oramai iperreale) duetto tra “comico e spalla”, ma è prima di tutto uno happening, uno show che rifugge dal copione fisso, fissabile o replicabile. Accade così di assistere ad uno spettacolo che proviene da una attenta ed elaborata costruzione dell’idea, che però in scena deve essere pronta a rinunciare a piè pari alla prevedibilità ed al controllo sull’azione scenica, ingaggiando fortemente l’interprete sul terreno dell’improvvisazione.
La chiave meta-teatrale, tipica del teatro di Cosentino, qui si sviluppa esponenzialmente, quando l’intelligenza artificiale viene interrogata riguardo a se stessa, ad argomentare circa la coscienza di sé, alla differenza tra sé e l’umano. Alla consistenza, infine, delle sue risposte quando il dialogo converge su reazioni e sensazioni che presuppongono senza possibilità surrogabile una corporeità, una psicologia, una memoria personale, imperfetta ma affettiva, fallace ma reale: più reale del reale.
La rassegna “Teatro d’Autore ed altri Linguaggi” di Florian Metateatro prosegue con un altro importante ritorno, quello di una compagnia storica quale Marcido Marcidoris e Famosa Mimosa, di scena al Florian Espace il 24 e 25 ottobre con il loro “L’importante è che ci sia qualcuno: Vaduccia” (da “L’Amante” di A. Yehoshua, adattamento drammaturgico di Marco Isidori).
Paolo Verlengia
CREDITS:
TESH TEST di e con Andrea Cosentino
assistente alla regia e collaborazione alla drammaturgia Andrea Milano
consulenza artistica Margherita Masè
light designer Massimo Galardini
coordinamento tecnico dell’allestimento Marco Serafino Cecchi
assistente all’allestimento Giulia Giardi
cura della produzione Camilla Borraccino e Francesca Bettalli
ufficio stampa Cristina Roncucci
comunicazione Francesco Marini
produzione Teatro Metastasio di Prato

