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Teatrionline > Blog > Musica > Accademia di Santa Cecilia, Luigi Piovano e Rinaldo Alessandrini
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Accademia di Santa Cecilia, Luigi Piovano e Rinaldo Alessandrini

Redazione Roma
Ultima modifica: 13 Gennaio 2026 14:00
Redazione Roma
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Un percorso musicale da Mozart a Elgar diretto da Luigi Piovano, con Gile Bae al pianoforte, il direttore Rinaldo Alessandrini debutta con l’Orchestra e il Coro di Santa Cecilia.

Un percorso musicale da Mozart a Elgar diretto da Luigi Piovano, con Gile Bae al pianoforte, il direttore Rinaldo Alessandrini debutta con l’Orchestra e il Coro di Santa Cecilia.

Gli Archi di Santa Cecilia e la pianista Gile Bae, diretti da Luigi Piovano, rendono omaggio in Sala Sinopoli al genio britannico di Benjamin Britten mercoledì 14 gennaio alle ore 20.30, con un programma che impagina l’eleganza mozartiana con suggestioni più contemporanee.
L’intesa musicale dell’ensemble è ormai collaudata da anni: dopo il “successo clamoroso” («Corriere della Sera») ottenuto nel 2013 con un concerto a Santa Cecilia con musiche di Schubert, gli Archi di Santa Cecilia hanno avviato una collaborazione stabile con Luigi Piovano, primo violoncello solista dell’Orchestra, qui in veste di direttore. Assieme alla pianista Gile Bae hanno inciso un CD dedicato ai Concerti per tastiera di Bach.

Il concerto previsto in questa occasione si snoda lungo il filo della memoria, celebrando il cinquantenario della scomparsa di uno dei protagonisti del Novecento musicale: Benjamin Britten.
Ad aprire la serata è il Cantus in memoriam Benjamin Britten di Arvo Pärt, un’elegia nata da un paradosso: Pärt non incontrò mai Britten di persona, ma era da lui fortemente affascinato, considerandolo il suo ‘interlocutore ideale’. Quando Britten morì nel 1976, Pärt scrisse questa composizione caratterizzata dai rintocchi di una campana.
Il viaggio prosegue con il Concerto per pianoforte K.414 di Mozart, interpretato dalla pianista Gile Bae, e la vibrante Serenata per archi di Elgar, per poi chiudersi circolarmente con la Simple Symphony dello stesso Britten, un’opera che il compositore scrisse attingendo ai temi che lui stesso aveva annotato da bambino: un ritorno alle origini che è, allo stesso tempo, un inno alla gioia creativa.
Il legame tra Benjamin Britten e l’Italia è stato caratterizzato da un profondo intreccio artistico e affettivo, rivolto soprattutto alla città di Venezia, dove ha ambientato il suo capolavoro finale, l’opera Death in Venice (1973), tratta dalla novella di Thomas Mann.

Il direttore Rinaldo Alessandrini debutta con l’Orchestra e il Coro di Santa Cecilia. Giovedì 15 gennaio alle ore 20 debutta come direttore dell’Orchestra e del Coro di Santa Cecilia Rinaldo Alessandrini, autorevole interprete del repertorio barocco nonché più volte ospite dell’Accademia, ma sempre alla guida del gruppo Concerto Italiano, di cui è fondatore e direttore.
Per Alessandrini si tratta della prima collaborazione con le compagini stabili ceciliane, un passaggio significativo nella sua lunga relazione artistica con l’Accademia, iniziata nel 1991. Per l’occasione, è previsto un concerto che ruoterà attorno alle musiche di Vivaldi e Bach – un repertorio caro ad Alessandrini, che spesso si è cimentato, sia nel ruolo di direttore sia di esecutore, in musiche del XVII e XVIII secolo. Accanto al direttore, nella Sala Santa Cecilia (Auditorium Parco della Musica), saliranno sul palco anche i soprani Silvia Frigato e Marianne Beate Kielland, il contralto Sara Mingardo, il tenore Jorge Navarro Colorado e il basso Lisandro Abadie. Il maestro del coro è Andrea Secchi, mentre le repliche saranno venerdì 16 gennaio ore 20 e sabato 17 gennaio ore 18.

La prima parte della serata prevede una selezione di brani di Antonio Vivaldi (l’Introduzione al Dixit Dominus “Canta in prato, ride in fonte”, il Dixit Dominus e il Concerto di San Lorenzo) che esprimono limpidamente lo “splendore festoso” tipico della musica del “prete rosso”, caratterizzata da un mix di virtuosismo e densità contrappuntistica. Il Dixit Dominus RV 595, noto come “di Praga”, prende nome dal luogo in cui il manoscritto fu ritrovato nell’Ottocento – la biblioteca del monastero di Strahov – una testimonianza della diffusione europea della musica sacra vivaldiana. Il Concerto di San Lorenzo, invece, appartiene al gruppo dei cosiddetti “concerti per molti strumenti”, nei quali Vivaldi sperimenta con organici insoliti e dialoghi fra gruppi concertanti.
Analoga energia e varietà timbrica si potrà poi ritrovare anche nella seconda parte della serata, con musiche di Bach, fra cui il celebre Magnificat. Si tratta di una delle più importanti opere vocali di Johann Sebastian Bach: il Magnificat è infatti una cantata sacra composta per orchestra, coro a cinque voci e cinque solisti, che in questa occasione saranno Silvia Frigato, Marianne Beate Kielland, Sara Mingardo, Jorge Navarro Colorado e Lisandro Abadie. Composto originariamente nel 1723 in mi bemolle maggiore e poi rielaborato nel 1733 nella versione in re maggiore oggi più eseguita, il Magnificat alterna arie, duetti e pagine corali. Il testo è tratto dal cantico contenuto nel primo capitolo del Vangelo secondo Luca, con il quale Maria loda e ringrazia Dio perché ha liberato il suo popolo. Il Magnificat costituisce una delle due principali composizioni in lingua latina di Johann Sebastian Bach.

Rinaldo Alessandrini
Clavicembalista, organista e pianista, Rinaldo Alessandrini è uno dei maggiori esponenti della musica antica sulla scena internazionale. La sua predilezione per il repertorio italiano e la sua costante attenzione per le caratteristiche espressive dello stile italiano dei secoli XVII e XVIII orientano il suo approccio e le sue scelte, sia alla guida di Concerto Italiano, di cui è fondatore e direttore, che come solista o direttore ospite. Tra le produzioni più rimarchevoli che ha diretto vi sono Teodora Handel, La Vergine dei dolori di Alessandro Scarlatti, molte opere di Vivaldi, tra cui La Senna festeggiante, le Quattro Stagioni, le opere Olimpiade e Armida, la monumentale ricostruzione Vespri Solenni per la festa dell’Assunzione della Vergine, i Vespri di Monteverdi e i Concerti Brandeburghesi di Bach.
Va sottolineata la sua forte inclinazione per le opere di Monteverdi, Mozart e Handel, che dirige frequentemente e appassionatamente. Rinaldo Alessandrini è regolarmente invitato da orchestre di riferimento in Europa e negli Stati Uniti, ma anche a Melbourne e San Paulo, ha diretto alla Scala di Milano, alla Queen Elizabeth Hall, la Monnaie di Bruxelles, l’Opera Liege l’Opera nazionale gallese.
Nel 2017, anno monteverdiano, ha guidato Concerto Italiano in tournée in Australia, Cina e Giappone, e concerti in Europa e negli Stati Uniti. Rinaldo Alessandrini è stato direttore residente del RIAS Kammerchor di Berlino per la stagione 2015-2016, è stato nominato nel 2016 direttore musicale del festival dell’opera barocca Purtimiro al Teatro Rossini di Lugo di Romagna. La sua discografia, che da trent’anni riceve moltissimi premi, coincide con quella di Concerto Italiano per molti compositori italiani ma anche di scuola tedesca. Registra in esclusiva per naïve. Nel 2002 Rinaldo Alessandrini ha ricevuto, con il Concerto Italiano, il Premio Abbiati per la sua attività. Nominato Chevalier dans l’Ordre des Arts et des Lettres nel 2003, è membro dell’Accademia Filarmonica Romana. Alessandrini è al suo debutto con l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

 

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