È un Molière che ha smesso la parrucca per indossare le ansie da prestazione della generazione millennial quello che irrompe sulla scena con la prepotenza di un urlo soffocato. Lontano anni luce dai merletti e dalla polvere dei secoli passati, l’operazione compiuta da Lorenzo De Iacovo su Il borghese gentiluomo non è un ossequioso omaggio museale, ma un corpo a corpo violento con le nevrosi contemporanee, dove la risata finisce presto per strozzarsi in gola lasciando un retrogusto amaro. La scelta radicale di trasformare Jourdain in una donna trentenne non appare come un semplice vezzo registico, bensì come la chiave di volta per scardinare il testo e trasformarlo in uno specchio impietoso di una società devota all’apparire, in cui il nobile da emulare non ha più il sangue blu ma i like e la visibilità sociale. La compagnia Crack24 conferma la propria vocazione a un teatro che morde i polpacci dello spettatore, trascinandolo in una spirale frenetica di lezioni e tentativi di elevazione sociale che assomigliano tragicamente alla corsa del criceto nella ruota: si corre verso un successo che è, in realtà, un amante crudele e irraggiungibile. Alessandro Cassutti, Agnese Mercati, Federico Palumeri, Stefano Paradisi ed Elia Tapognani abitano questo meccanismo ad orologeria con una precisione fisica encomiabile, restituendo personaggi che sono maschere di solitudine, vittime e carnefici in un gioco al massacro dove l’emulazione finanziaria sostituisce i sentimenti. Non si assiste a una commedia degli equivoci, ma alla dissezione di un vuoto esistenziale colmato da oggetti, lezioni e riti vacui, fino a quel finale che, dietro l’apparente festa per l’arrivo di Dorimène, svela il baratro di chi ha venduto se stesso per comprare un posto nel mondo. Uscendo da San Pietro in Vincoli, resta addosso la sensazione disturbante che quella scena non sia altro che il prolungamento delle nostre vite, un monito su cosa significhi perdere l’essenza inseguendo una forma che non ci appartiene.
Visto il 18 gennaio 2026
San Pietro in Vincoli – Torino
IL BORGHESE GENTILUOMO
da Molière
adattamento drammaturgico e regia Lorenzo De Iacovo
con Alessandro Cassutti, Agnese Mercati, Federico Palumeri, Stefano Paradisi, Elia Tapognani
assistente alla regia Emanuele Di Benedetto
scene Marina Conti
costumi Agostino Porchietto
luci Giulia Zenaro
composizioni e disegno sonoro Elio D’Alessandro
cura del movimento Mauro Fortunato
tecnico Adriano Antonucci
illustrazione locandina Tito Centomani
produzione A.M.A. Factory / uno spettacolo Crack24

