Replica vista: 19 febbraio 2026
Fino al 15 marzo il musical “Next to normal” è in scena all’STM Studio, la nuovissima sala del Teatro Arcimboldi di Milano.
IL CONCEPT
L’idea di spettacolo dell’STM Studio presso il Teatro Arcimboldi di Milano è assolutamente innovativa. Si tratta di un’esperienza immersiva, a 360°, e il palco centrale permette di vivere appieno la rappresentazione da una posizione ravvicinata. Lo spazio, infatti, ha solo 98 posti, proprio per garantire a tutti di vivere la storia da molto vicino, quasi dall’interno. In aggiunta, il titolo proposto ha già di per sé una trama coinvolgente a livello emotivo, e questo non fa altro che rafforzare l’intensità delle sensazioni trasmesse.
Fin da subito si ha la percezione di accedere a un luogo esclusivo. All’ingresso principale viene consegnato un tagliandino con il proprio posto (oltre al biglietto che si ha già in mano). Poi bisogna spegnere il cellulare, che viene sigillato in una custodia. Infine, si viene accompagnati in ascensore al piano superiore, dove si trova la sala, caratterizzata da luci soffuse e interazione obbligatoria con quasi tutte le maschere presenti. Insomma, la magia inizia fin dall’entrata.
LA SCENOGRAFIA
Come già detto, la sala ha pochi posti ed è molto intimo. Di conseguenza, il palco è piccolo e vi si trovano solo gli oggetti essenziali. Le poltroncine degli spettatori sono poste su due lati della struttura centrale, perciò anche le gradinate vengono utilizzate come spazio recitativo. Non essendoci delle vere quinte, inoltre, gli attori escono di scena tramite i corridoi accanto al pubblico. Ecco, quindi, che le luci svolgono una funzione fondamentale nel corso della storia. Il loro compito è proprio quello di rimarcare la drammaticità di molte scene e a convogliare dunque la tensione del racconto.
IL CAST
A calcare il palco sono solo sei performer, che però riempiono magistralmente la scena. Il padre Dan Goodman è interpretato da Giuseppe Verzicco, che porta la sua grande esperienza nel mondo nel musical a servizio di un ruolo drammatico. Il suo Dan mette un grosso impegno nel cercare di tenere le fila della propria famiglia. È un uomo razionale, ma sul finale fa cadere la maschera e cede alla sua emotività. A Gaia Carmagnani è affidato il ruolo della moglie Diana, che per l’intero spettacolo è vittima della sua malattia mentale. Le emozioni che prova arrivano impetuose, come un’onda che pian piano colpisce ogni spettatore, senza risparmiare nessuno. Sul finale, la situazione si ribalterà, in un certo senso, perché su Diana prevarrà la razionalità, mentre il marito Dan si lascerà andare alla sua parte sentimentale. I due medici che cercano di curarla, il dottor Fine prima e il dottor Madden in un secondo momento, sono entrambi interpretati da Francesco Iaia. In queste vesti, l’attore deve necessariamente mantenere un certo distacco con gli altri personaggi, nonostante il dottor Madden sia protagonista anche di scene comiche, in cui la malata lo immagina come una rockstar. Jacopo Ferrari è Henry, il fidanzatino della figlia di Dan e Diana. All’inizio è un ragazzo che ha il vizio dell’alcool e del fumo, ma tiene così tanto alla sua ragazza da cambiare per stare con lei. La figlia Natalie, interpretata da Francesca Taggi, viene presentata come una brava ragazza, studiosa e ubbidiente. Eppure, vivere all’ombra del fratello perduto la porterà a cercare conforto nell’alcool. Il ruolo del figlio defunto Gabriel, detto Gab, è affidato a Iacopo Cristiani, presente come uno spirito che aleggia nell’aria, ma che di fatto è una presenza molto più pesante e ingombrante di quanto si possa pensare.
I TEMI E LE CANZONI
I temi trattati in questo musical sono seri, dolorosi e purtroppo troppo frequenti: la malattia mentale, quanto sia difficile riconoscerla da parte di chi ne soffre e accettarla da parte delle persone a lei vicine, la difficoltà di dialogo in famiglia, l’impossibilità di superare il lutto, soprattutto se si tratta di un figlio. “Next to normal” è un musical difficile da mettere in scena, poiché tocca delle corde sensibili, porta alla luce una grande sofferenza e la sensazione di impotenza.
Gli attori riescono a entrare in punta di piedi nel cuore del pubblico e a colpire nel segno. Gaia Carmagnani ha l’arduo compito di portare sul palco tutte le emozioni correlate alla pazzia e la percezione di vivere in un mondo parallelo a quello reale. Personalmente, però, ho empatizzato di più con i familiari che con la malata stessa, poiché sono di fatto coloro che si rendono conto del problema, ma sono impotenti di fronte a esso. Giuseppe Verzicco si strugge nel tormento della scelta: è meglio lasciare che la moglie impazzisca del tutto o tentare una terapia rischiosa e con conseguenze notevoli, quali la perdita della memoria? Francesca Taggi, invece, rappresenta alla perfezione il conflitto adolescenziale. Sa che la madre sta male, ma soffre la mancanza di considerazione nei suoi confronti e il sapere di non poter avere un normale rapporto madre-figlia, discusso nella canzone Forse (quasi un po’ normale). Inoltre, teme di diventare pazza come la madre e canta questa paura nella ripresa di Perfetto per te. Iacopo Cristiani interpreta il personaggio che irrompe di continuo nella storia: un figlio che cerca di farsi spazio nella memoria dei familiari e che con il brano Sono vivo si dimostra una presenza reale.
La colonna sonora di questo spettacolo è esplicita, senza mezzi termini. Non cerca di edulcorare i temi proposti, ma ne parla senza metafore, come Diana canta in Non lo sai e Dan in Ero qui. Quasi tutte le canzoni sono caratterizzati da una sofferenza e un dolore di fondo (Questo film l’ho già visto). Persino quelle con un ritmo più incalzante, come Che bene che va, trasmettono comunque una sensazione di ansia e inquietudine.
In definitiva, si tratta di un’esperienza talmente diretta e penetrante che il pubblico esce dal teatro scombussolato e travolto, ma di certo arricchito. “Next to normal” è un musical emotivamente impegnativo e intenso, e per questo da andare a vedere senza pensarci due volte.
Simona Zanoni

