recensione
La cosmicomica vita di Q
Seguendo dalle prime scene la narrazione intensa di questa pièce teatrale “La cosmicomica vita di Q” come non pensare a quel preciso riflesso descritto da Kubric nel film “Odissea nello spazio” dove una scimmia, in un luogo desertico, solleva l’osso di un femore umano e lo scaglia in alto fino a trasformarsi in astronave.
La stessa preveggenza e la meticolosa suggestione era già nel segno dell’opera di Italo Calvino, rappresentata dal regista Luca Marinelli, che riesce con maestria a interpretare un testo dove tempo e spazio viaggiano in una precisa attrazione metafisica, per toccare epoche e mondi lontani oppure vicinissimi. L’ironia e la comicità si innestano nella radice narrativa sollevandola dal peso di una scuola matematica, fisica o scientifica ma piena di fenomeni imperscrutabili per scoprire, forse, una possibile rinascita.
La sintesi di Luca Marinelli ci conferma il luogo dove cova il nutrimento di questo progetto teatrale, uno spirito fiabesco d’incanto: “Un testo che parla, come dire, dei massimi, sistemi o quasi, ma prendendosene gioco come farebbe un bambino”
Ecco che scatta, come potrebbe fare un atleta, la convinzione di un mondo, pronto a invertire i suoi poli in tempi rapidissimi, oppure mettendoci ciclicamente migliaia di anni. Lo spazio ed il tempo sono solo una visione accessoria, accettano il gioco di questa inversione, sicuri che prima o poi ciclicamente la rivoluzione avverrà e l’emisfero terrestre ritornerà al suo posto.
Sottili giochi linguistici e metaforici si intrecciano, fanno scattare la risata e ammiccano ad un presente, molto presente, che stiamo vivendo nella nostra società attuale. Luca Marinelli scendendo dal palco e percorrendo i corridoi della sala trova lo spazio per tentare di compromettere gli spettatori: a che gioco giochiamo? Uno spettacolo che diviene emotivamente interattivo e ti cerca nel tuo scoperto. Anche gli attori scendono in platea con maestria e brio marcando la necessità di ritrovare uno spazio umano. Talvolta un imbonitore circense solleva un suo cartello alzando la scritta “Applausi”. Una scena d’altri temi o forse ancora da venire, il pubblico gioisce al gioco e applaude.
Ecco arriva la festa del fine capo d’anno 2035 e ritornano le conoscenze antiche che hanno attraversato una sostanziale metamorfosi e ripreso le loro sembianze umane, per celebrare questa festa. Gli attori si ritrovano tutti insieme sul palco. Ognuno sorregge la sua parte senza scompensi di vuoto o noia, anzi tutti coinvolti in un talk show, trascinandolo dentro una esilarante esibizione… Come finirà?
Attori in scena.
Valentina Bellè – Federico Brugnone – Barbara Chichiarelli – Fabian Jung
Luca Marianelli – Gabriele Portoghese – Elena Radonicich – Gaia Rinaldi
Interpretazione e Regia: Luca Marinelli
Co Regista: Danilo Capezzani
Scenografia e Atmosfera: ideata da Nicolas Bovey,
Drammaturgia: a cura di Vincenzo Manna
Scene e luci: Nicolas Bovey
Costumi: Anna Missaglia
Musiche originali: Giorgio Poi
Suono: Hubert Westkemper
Produzione: Società per attori Teatri per la Toscana

