Per il regista Michele Sinisi lo spettacolo affronta i grandi temi del nostro presente con un orizzonte colorato di umana speranza, il 18 e il 19 aprile a Roma
Prosegue con successo la programmazione primaverile del Teatro della Cometa, spazio creato dalla contessa-mecenate Mimì Pecci Blunt trasformato rapidamente in un centro di produzione culturale restituito alla città da Maria Grazia Chiuri.
Fra musica e arte, il prossimo evento è con Più grande di me di Nathalie Fillion: in scena il 18 aprile alle ore 19 e il 19 aprile alle ore 17 è un lavoro di sperimentazione e di processo creativo in fieri diviso ancora una volta fra Parigi e Roma.
Protagonista in scena è Sara Drago che tratteggia il ritratto di una donna dei nostri giorni che si interroga sul suo posto nel mondo. Un viaggio esistenziale fra il tra determinismo e libero arbitrio.
Lo spettacolo vanta una storia sui generis: nato in residenza all’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, Più grande di me si configura come il risultato di un processo creativo condiviso tra Italia e Francia. Dopo la messa in scena a Parigi, il progetto torna con una seconda residenza al Teatro della Cometa di Roma prima di essere nuovamente ospitato a Parigi prossima primavera.
Uno spettacolo sempre diverso, uno spetta solo in fieri che offre allo spettatore tutta l’energia di una ricerca teatrale aperta e in profondo dialogo con lo spirito della rassegna Roma – Parigi.
Lo spettacolo è diretto da Michele Sinisi, attore, regista teatrale e drammaturgo, Premio Della Critica 2016, finalista nel 2014 e nel 2008, che si divide fra il cinema e il teatro.
Abbiamo parlato con il regista di questo nuovo allestimento romano
Ci racconti di come è nato questo spettacolo e che cosa dobbiamo aspettarci in scena
Lo spettacolo nasce in una culla progettuale stimolante e pura. Donatella Franciosi ha orchestrato una squadra formata dal testo di Nathalie Fillion, il lavoro di traduttrice e di drammaturgia di Monica Capuani, e appunto Sara Drago e me. Questo gruppo ha poi incontrato una prima tappa di ospitalità in residenza presso L’istituto Italiano di Cultura di Parigi nell’Agosto scorso e la visione artistica e produttiva del Teatro Della Cometa di Roma presso il cui teatro debutterà in forma di studio il 18 e il 19 prossimi. In scena c’è da aspettarsi la bellezza e la potenza artistica di un’attrice come Sara Drago, per me un’opportunità rigenerante.
Come arriva la collaborazione con Sara Drago? Quali sono i suoi tratti peculiari?
A Sara Drago mi lega un percorso teatrale condiviso in più allestimenti: Sei Personaggi, Grande Abbuffata, Tartufo… questa volta è cambiata solo la modalità di questo inizio. E’ stata Sara a chiamarmi per questa regia, mi ha chiesto di accompagnarla in questo suo desiderio artistico e con entusiasmo e stima nei suoi confronti abbiamo iniziato a scandagliare il testo della Fillon.
C’è stato qualche cambiamento nello spettacolo dalla versione parigina alla versione romana?
Gli unici cambiamenti relativi alle due tappe di studio riguardano esclusivamente le caratteristiche tecniche degli spazi, e in questa fase di studio abbiamo deciso di strutturare una forma scenica che si adattasse a queste due case generatrici del percorso.
Tre motivi che non perdere lo spettacolo Più grande di me
La potenza spirituale e politica del testo della Fillon
la presenza scenica di Sara Drago
la possibilità di attraversare per 75 minuti i grandi temi del nostro presente con un orizzonte colorato di umana speranza
Preferisce lavorare come attore o come regista?
La mia natura attoriale sarà sempre il baricentro di ogni mio spettacolo, che mi veda coinvolto come solo interprete o come regista. Il capitale di ogni spettacolo vorrei fosse sempre attoriale e umano.
Prossimi progetti professionali?
Mi divido tra il ruolo di attore e regista teatrale e quello di interprete al cinema. I prossimi progetti fioriranno a breve, negli incastri del tempo necessario per generarli.
Info e dettagli su teatrodellacometa.com

