Andato in scena al Florian Espace di Pescara il 7 marzo 2026
“Alfonsina Corridora” è lo spettacolo che Florian Metateatro propone alla vigilia della Giornata Internazionale della Donna, nell’ambito della rassegna “Femminile Plurale” che caratterizza il programma del mese di marzo 2026. Una scelta pertinente, visto che la compagnia Teatro al Quadrato di Tarcento (Udine) si caratterizza storicamente per la produzione di lavori incentrati su tematiche inerenti la parità di genere.
Nello specifico, questo lavoro ricostruisce le vicende salienti di una figura straordinaria quale quella di Alfonsina Strada, “la prima donna al Giro d’Italia”, come recita il sottotitolo dello spettacolo. Parliamo dei primissimi anni del Novecento, in un’Italia che non ha ancora conosciuto l’industrializzazione, ingenua e ignara dell’imminente conflitto bellico mondiale. In questo tempo sospeso, intere aree del Nord Italia (non solo il Mezzogiorno) sono ancora integralmente dedite alla vita rurale, i figli vengono procreati come braccia per il gravoso lavoro quotidiano e l’analfabetismo è fenomeno di massa.
In questo contesto, una donna che provi ad immaginare la possibilità di una emancipazione personale risulta elemento ostile, patologico, perturbante. Ma è proprio questo il contesto in cui prende corpo il tenace percorso umano e sportivo di Alfonsina Morini (questo il suo nome “da signorina”).
In scena, Maria Giulia Campioli (regista e interprete dello spettacolo) si divide nella resa di un intrico di voci: la prima parte dello spettacolo mira a evocare l’antefatto della “storia”, la vita aspra e monotona trascorsa nei campi e nell’aia o ad apprendere la tecnica del ricamo, l’ombra “totemica” delle figure genitoriali e poi la nidiata di fratelli e sorelle.
La caratterizzazione dei diversi personaggi femminili passa attraverso l’uso dei timbri vocali, sulla base di una marcatura linguistica fortemente territoriale (siamo infatti a Castenaso, piccolo comune dell’agro che circonda Bologna); al contempo, i personaggi maschili prendono vita come entità laterali, ad opera di Stefano Garuti e Francesco Grillenzoni, presenti al fianco dell’attrice, con tanto di sgabello, chitarra e microfono, proprio come una band di musica popolare. Non a caso, si tratta del nucleo fondativo dei Tupamaros, storica band folk rock di Carpi, particolarmente attiva negli anni ‘90, che dopo un lungo periodo di pausa artistica si presenta con rinnovata ispirazione nel sentiero del teatro canzone. Oltre agli incisi recitativi, i due musicisti eseguono brevi estratti della colonna sonora: le canzoni, composte appositamente per lo spettacolo, segnano gli snodi della vicenda di Alfonsina.
La bicicletta – che campeggia in soluzione variegata sulla superficie del palcoscenico nelle forme di una “scenografia diffusa” – è elemento materiale quanto simbolico: strumento di lavoro, agli occhi del “patriarca”, per svolgere mansioni aggiuntive in città o in località lontane, diviene agli occhi di Alfonsina la chiave che segna il passaggio dall’oscurantismo alla libertà.
Ecco che anche la performance attoriale si fa dinamica, carica di movimento corporeo. Al pari, l’ambientazione si moltiplica (Bologna, Torino, Milano, persino San Pietroburgo sotto gli occhi ammirati dello zar e della zarina), con l’apparato scenografico che viene a completarsi tramite l’intervento di immagini proiettate sullo schermo di fondale, dove si alternano riproduzioni e documenti di repertorio.
Paolo Verlengia
CREDITS:
“ALFONSINA CORRIDORA – la prima donna al Giro d’Italia”
da un’idea di Claudia Bulgarelli
con Maria Giulia Campioli, Stefano Garuti, Francesco Grillenzoni
regia Maria Giulia Campioli
musiche originali dal vivo Gruppo Tupamaros
produzione Teatro Evento/Teatro al Quadrato/Tupamaros
Florian Metateatro, rassegna “Femminile Plurale” 2026. Prossimo appuntamento, 14 e 15 marzo, Florian Espace, Pescara, con lo spettacolo “Madame Curie – Elogio dell’Invisibile” di Stefania Evandro, produzione Teatro Lanciavicchio/TSA (Avezzano)

