Replica di mercoledì 11 marzo 2026
Al Teatro Arcimboldi debutta la nuova tournée di “Notre Dame de Paris”, che a Milano riceve un’accoglienza molto calorosa con cinque settimane di repliche e, a grandissima richiesta, nuove date a giugno. Da aprile, lo spettacolo girerà l’Italia con molte altre tappe e un calendario sempre in aggiornamento grazie all’affetto che il pubblico gli sta dimostrando. Al momento, la chiusura del tour è prevista a Roma a gennaio 2027, anno in cui si celebra il 25esimo anniversario dalla prima messa in scena di quest’opera.
IL CAST
In occasione di questo tour celebrativo di “Notre Dame de Paris”, sono tornati a calcare il palco alcuni membri del cast del lontano 2002. Accanto a loro, troviamo nomi già noti della tournée internazionale di questo musical di grande successo, ma anche volti nuovi. Durante la conferenza stampa, è stato presentato un “cast ufficiale”, ma di fatto è prevista un’alternanza tra i vari interpreti. Prima dell’inizio di ciascuna replica, infatti, viene elencato il team creativo e il cast in scena per le due ore successive. Ciò mi porta a pensare che questo sia di fatto un periodo di transizione tra il tanto reclamato “cast originale” e le nuove leve che, necessariamente prima o poi, subentreranno. Oltre ai personaggi principali, troviamo un gruppo di diciassette tra ballerini e acrobati che sono la parte dinamica delle varie scene.
GLI ATTORI IN SCENA MERCOLEDÌ 11 MARZO
In questa replica, Beatrice Blaskovic interpreta Fiordaliso, la giovane fidanzata del capitano Febo. Quella di Fiordaliso è una figura meno presente sul palco rispetto alle altre. Quando c’è, però, il suo carattere dovrebbe farsi sentire. In Beatrice non ho visto la grande personalità e l’astio che dovrebbe veicolare questo personaggio, che nutre vendetta nei confronti della zingara “seduttrice”. Luca Marconi, già nel cast internazionale e italiano dello spettacolo in tournée passate, è il capitano Febo. Dopo un primo momento di spaesamento, la sua voce arriva potentissima e regala una performance da brividi soprattutto in Cuore in me. Il ruolo di Clopin è invece affidato ad Alessio Spini, che fa arrivare al pubblico tutta la carica del capo degli zingari. La sua voce graffiante trasmette con grande forza la rabbia e la sofferenza degli zingari per la loro posizione di clandestini. Gianmarco Schiaretti interpreta Gringoire. Forte di anni di esperienza nel tour internazionale, è molto a suo agio nel personaggio. Interpreta con precisione e intensità tutti i brani, tra cui spicca la canzone più delicata del poeta, Luna. L’unico membro del “cast originale” è Vittorio Matteucci nei panni di Frollo. I suoi quasi 25 anni di esperienza si percepiscono e la sua performance è profonda e appassionata, soprattutto in virtù del fatto che Frollo è uno dei personaggi emotivamente più complessi. Camilla Rinaldi porta in scena un’Esmeralda piena di vita, spensierata e libera. Una ventata di freschezza. Camilla deve ancora trovare bene la sua dimensione, ma è giovane, carismatica e ha le capacità per fare bene. Quasimodo è affidato ad Angelo Del Vecchio, carismatico, anche lui grande interprete di questo ruolo nel tour mondiale. Sebbene, come per Gianmarco Schiaretti, il passaggio dal francese all’italiano sia stato un lavoro enorme, la sua familiarità con il personaggio è evidente ed emoziona.
LA NUOVA VERSIONE “ROAD TO 25TH ANNIVERSARY”
Un’opera così famosa e popolare, nel vero senso della parola, dato il numero impressionante di tappe che ci sono in programma, non può subire grossi stravolgimenti. Ciononostante, sono state fatte piccole modifiche a livello scenografico e coreografico. Un brano che non mi ha entusiasmato nella sua nuova messa in scena è Bello come il sole, dove Esmeralda e Fiordaliso cantano la loro attrazione per Febo. In questa tournée, Febo entra in scena dal lato di Esmeralda mentre lei canta la sua strofa solista, e rimane al centro del palco a voltarsi ora verso di lei, ora verso Fiordaliso, per l’intera durata del brano. Troppo lungo il momento di “indecisione” e la scelta di farlo avvicinare solo a Esmeralda risulta del tutto opposta rispetto all’intenzione del momento (e al finale dello spettacolo) . Un altro brano dove ho notato grandi differenze rispetto alla versione originale è Il Val D’Amore. La coreografia è molto meno esplicita di quanto invece non fosse sia nel 2002 che nel 2022, in occasione del ventennale, quando in scena i ballerini simulavano in modo evidente atti sessuali. Quest’anno non ci sono allusioni nei movimenti del corpo di ballo; gli unici elementi che rimandano al bordello sono i letti e le luci intense. E a proposito di luci, queste sono di sicuro tra i pezzi forti di quest’opera. Precise, adatte, mai esagerate, caratterizzanti: una canzone su cui le ho apprezzate molto è Condannati. Sui brani c’è poco da dire, sono ormai famosissimi e tutti interpretati magnificamente dai vari performer.
“Notre Dame de Paris” è un musical che dopo quasi 25 anni è ancora in grado di incantare. E lo farà «da oggi all’avvenire», anche con i futuri protagonisti che erediteranno questi ruoli così iconici in uno spettacolo il cui successo «mai non muore».
Simona Zanoni

