Mercoledì 8 aprile da Mendelssohn a Debussy,
Spazio agli appuntamenti della settimana dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia con Capuçon/Kajenjeri e Harding/Levit.Il celebre violoncellista francese torna a Santa Cecilia con la pianista Mirabelle Kajenjeri, per un programma che intreccia l’impressionismo di Debussy alla grande tradizione cameristica di Mendelssohn, Schumann e Brahms.La bacchetta di Harding alle prese con le Enigma Variations di Elgar e il Concerto per pianoforte n. 1 di Brahms, con Igor Levit solista.
Dopo l’apertura della stagione da camera in trio, Gautier Capuçon, ambasciatore del violoncello nel mondo e artista tra i più carismatici del panorama internazionale, torna in Sala Sinopoli mercoledì 8 aprile alle ore 20.30. Per questo secondo appuntamento cameristico, Capuçon sceglie la dimensione del duo accanto a Mirabelle Kajenjeri, giovane pianista francese. Nata da genitori burundesi e ucraini, fortemente appassionata anche di divulgazione musicale rivolta a bambini e giovani, Kajenjeri ha saputo valorizzare la propria singolare identità culturale come speaker ospite al TEDxRoubaix.
Insieme affronteranno i capisaldi del repertorio per pianoforte e violoncello, da Mendelssohn a Debussy.
Il concerto si apre con la Sonata in re minore di Debussy, pagina del 1915 dalle atmosfere sognanti e ironiche che esplora le possibilità timbriche del violoncello in modo innovativo. Segue la Sonata n. 2 op. 58 di Mendelssohn, lavoro di estrema vitalità e brillantezza che mette in luce l’equilibrio tra i due strumenti.
La seconda parte della serata è dedicata alla grande tradizione tedesca: i Fantasiestücke op. 73 di Schumann offrono un momento di intensa poesia introspettiva, in cui la melodia si snoda tra slanci appassionati e ripiegamenti lirici. Chiude il programma la Sonata n. 2 op. 99 di Brahms, opera della maturità dalla struttura possente e dal respiro quasi sinfonico, caratterizzata da un vigore ritmico e una densità espressiva che ne fanno uno dei vertici assoluti della letteratura violoncellistica.
Acclamato in tutto il mondo per la sua musicalità e la profonda sonorità del suo violoncello Matteo Goffriller L’Ambassadeur del 1701, Gautier Capuçon si esibisce al fianco di molti dei più importanti direttori d’orchestra e musicisti, ed è profondamente impegnato nel sostegno delle giovani generazioni. Nell’estate 2020 ha portato la musica direttamente nella vita delle famiglie francesi con il suo progetto Un été en France, giunto alla quinta edizione. Nel gennaio 2022 ha lanciato la sua “Fondation Gautier Capuçon”. Ha lavorato con orchestre e direttori quali Semyon Bychkov, Gustavo Dudamel, Charles Dutoit, Paavo Jarvi, Klaus Mäkelä, Andris Nelsons e Christian Thielemann. Le collaborazioni con compositori contemporanei includono Lera Auerbach, Karol Beffa, Qigang Chen, Guillaume Connesson, Bryce Dessner, Richard Dubugnon, Henry Dutilleux, Bruno Mantovani, Krzysztof Penderecki, Wolfgang Rihm e Jörg Widmann. Per la musica da camera lavora regolarmente con artisti quali Jérôme Ducros, Nikolai Lugansky, Martha Argerich, Daniel Barenboim, Renaud Capuçon, Leonidas Kavakos, Yuja Wang, le sorelle Labèque e i quartetti Ébène, Hagen e Modigliani. La stagione in corso lo vede esibirsi come solista al fianco di, tra gli altri, l’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia e Andris Nelsons, i Wiener Philharmoniker e Christian Thielemann, e per la musica da camera in collaborazione con Evgeny Kissin, Gidon Kremer e Maxim Rysanov, oltre a un tour in Asia con Jean-Yves Thibaudet. Artista esclusivo Erato (Warner Classics), ha vinto numerosi premi e ha collezionato una vasta discografia. Il suo album Destination Paris, pubblicato nel novembre 2023, celebra la musica francese dal repertorio classico alle colonne sonore. L’album Emotions del 2020 ha ottenuto il disco d’oro in Francia. Nel suo catalogo figurano l’integrale delle Sonate di Beethoven con Frank Braley; un album di opere di Schumann registrato dal vivo con Martha Argerich, Renaud Capuçon e la Chamber Orchestra of Europe diretta da Bernard Haitink; le sonate di Chopin e Franck con Yuja Wang, e un album solista con Bach, Dutilleux e Kodaly in occasione del suo 40° compleanno.
Mirabelle Kajenjeri è una pianista francese, definita da La Libre Belgique come “un talento dal tocco unico, capace di affrontare le acrobazie più ardite con un sorriso (discreto), in modo disarmante, naturale e generoso”. Il suo primo album, Étincelles, è uscito nel 2022 in collaborazione con l’etichetta KNS Classical. Nel 2024 è diventata laureata della Fondation Gautier Capuçon e ha iniziato una residenza artistica alla Queen Elisabeth Music Chapel in Belgio. Nata nel 1998 da genitori burundesi e ucraini, ha saputo valorizzare la propria singolare identità culturale, anche come speaker ospite al TEDxRoubaix. Il suo talento è stato riconosciuto e premiato in numerosi concorsi internazionali, tra cui il 1° Premio al Santa Cecilia International Piano Competition (2021), il 2° Premio al Kissinger KlavierOlymp (2023), semifinalista all’Arthur Rubinstein Piano Master Competition (2023) e al Cleveland International Piano Competition (2024). È stata sostenuta da diverse fondazioni, tra cui la Fondation Gautier Capuçon (2024), la Fondation Safran (2023), la Wilhelm Kempff Foundation, la Lieven Piano Foundation di Vienna (2021), la Yamaha Music Europe Foundation (2020) e Yehudi Menuhin Live Music Now (2019). Mirabelle si esibisce regolarmente in Europa in festival di rilievo come Flagey Piano Days, Kissinger Sommer, Lille Piano Festival, Piano Campus Festival, e collabora con orchestre quali l’Orchestre de Picardie, l’Orchestra Filarmonica Pugliese, la Brandenburgische Staatsorchester Frankfurt e l’Orquestra Filarmónica Portuguesa. Accanto alla sua attività concertistica, è fortemente impegnata nella divulgazione musicale per bambini e giovani, oltre a tenere presentazioni per eventi aziendali (Ernst&Young). Diplomata con lode presso l’Universität für Musik und darstellende Kunst di Vienna, la Hochschule für Musik, Theater und Medien di Hannover e il Conservatoire Royal de Bruxelles, ha studiato con Anna Malikova, Ewa Kupiec, Mihail Faerman e Vladimir Soultanov. La sua scoperta del pianoforte, a soli 5 anni, è avvenuta grazie a Natalia Grebennikova, a Kyiv. Artista versatile, Mirabelle è anche appassionata di violino. Ha studiato entrambi gli strumenti fin da bambina e ha conseguito nel 2018 il diploma con grande distinzione in violino, parallelamente a quello in pianoforte, presso il Conservatoire Royal de Bruxelles.
La bacchetta di Harding alle prese con le Enigma Variations di Elgar e il Concerto per pianoforte n. 1 di Brahms, con Igor Levit solista.
Il concerto andrà in onda in differita giovedì 16 aprile su Rai 5, alle ore 21.20.
Sesto appuntamento di stagione con il pubblico romano per Daniel Harding, atteso a giovedì 9 e venerdì 10 aprile alle ore 20, e sabato 11 aprile alle ore 18 presso la Sala Santa Cecilia. Harding, affiancato dall’Orchestra ceciliana, esplorerà il pianismo di Brahms con il Concerto per pianoforte n. 1. Protagonista della serata sarà il pianista russo-tedesco Igor Levit, interprete tra i più autorevoli del repertorio austro-tedesco. A seguire, le Enigma Variations di Elgar.
Venerdì 10 aprile alle ore 18.30 è inoltre previsto un incontro con Sandro Cappelletto, all’interno del ciclo Spirito Classico, per approfondire i brani in programma. Un’occasione per avvicinarsi alla musica con un gusto nuovo e per scoprire la storia e il contesto in cui i grandi capolavori hanno visto la luce. La conferenza si svolge in Spazio Risonanze ed è preceduta da un aperitivo.
Composto tra il 1854 e il 1858, il Concerto per pianoforte n. 1 rappresenta l’approdo di Brahms alla grande forma orchestrale. La potenza espressiva, le difficoltà tecniche e la complessità del pensiero musicale rendono questa pagina un’opera intensa, in cui il pianoforte non è solo solista ma parte integrante di una fitta trama sinfonica.
Nella seconda parte del concerto, Harding guida l’Orchestra nell’omaggio all’Inghilterra nobile e ironica di Edward Elgar con le Enigma Variations. Composta nel 1899, la partitura è una galleria di ritratti musicali dedicati agli amici del compositore, legati da un tema principale mai esplicitato – l’enigma, appunto – che attraversa l’intera opera tra momenti di profonda introspezione, come il celebre “Nimrod”, e passaggi di brillante virtuosismo orchestrale.
Concluse le repliche romane, il Direttore Musicale Daniel Harding, Igor Levit e l’Orchestra di Santa Cecilia porteranno il medesimo programma in una tournée europea che li impegnerà dal 13 al 18 aprile. Insieme si esibiranno a Parigi (Philharmonie, 13 aprile), Bruxelles (Bozar, 14 aprile), Colonia (Philharmonie, 15 aprile), Baden Baden (Festspielhaus, 17 aprile) e Francoforte (Alte Oper, 18 aprile).
Venerdì 10 aprile ore 18.30
Spirito Classico: Introduzione all’ascolto con aperitivo
a cura di Sandro Cappelletto
Spazio Risonanze

