Replica del 9 maggio 2026
Il Teatro Nuovo di Verona ha ospitato “Pinocchio Musical“, spettacolo prodotto dalla Compagnia BIT, scritto e diretto da Melina Pellicano, con musiche e liriche di Stefano Lori e Marco Caselle.
IL CAST
Sul palco troviamo un cast di ventuno attori, che fanno rivivere la storia di Pinocchio. La trama segue il libro di Carlo Collodi, della cui nascita quest’anno si celebra il 200° anniversario.
A vestire i panni dei personaggi principali, troviamo la simpaticissima Luisa Trompetto nel ruolo di Lumaca, che con i suoi movimenti lenti mette alla prova la pazienza di Pinocchio e la sua capacità di resistere alle tentazioni. Abita con la Fata Turchina, impersonata da Noemi Garbo, che con la sua dolcezza e i suoi modi gentili e pacati fa capire al burattino l’importanza di essere diligenti e onesti. Il Grillo viene portato sul palco da Andrea Zuliani, la cui voce squillante e decisa è la coscienza che indirizza sulla retta via.
Il carisma e l’entusiasmo del giovane Francesco De Tullio sono le caratteristiche ideali di Lucignolo, che mostra anche supporto e riconoscenza nei confronti di Pinocchio, sempre disponibile ad aiutarlo a scuola. Il Gatto e la Volpe sono interpretati rispettivamente da Leonardo Pesucci e Maurizio Misceo, una coppia che funziona molto bene. Il primo porta in scena il personaggio stupido, incapace di ragionare e che è quindi costretto a seguire le direttive del compare. La Volpe, dal canto suo, si approfitta con meschinità della povera vittima della sua truffa e non perde occasione di insultare il Gatto.
Nei panni di Mangiafuoco troviamo Marco Caselle. Il suo Mangiafuoco sembra un tipo burbero e rozzo all’apparenza, ma in realtà si rivela un aiutante del protagonista, poiché lo sprona a usare i soldi per la sua istruzione e non per svago. Nel ruolo di Geppetto c’è Salvo Montalto. La sua voce profonda e rassicurante trasmette profondo affetto, che però non basta a frenare gli istinti curiosi del suo burattino. Geppetto è di certo una delle figure narrative che meglio rappresenta i genitori e le sfide che devono affrontare con i propri figli. Il ruolo di Pinocchio è affidato a Theo Caselle, i cui 12 anni si notano solo nel fisico. A livello interpretativo, Theo è già molto maturo, e lo dimostra con la sua presenza scenica e i suoi movimenti, che ricalcano alla perfezione quelli di un burattino.
LA MESSA IN SCENA
Come già accennato, “Pinocchio Musical” vuole trasporre su palcoscenico la storia originale di Collodi, non la fiaba Disney. La regia e la scrittura di Melina Pellicano attraversano tutti gli episodi narrati nel libro del 1883. E lo fanno senza “addolcire la pillola”: Pinocchio viene, tra l’altro, adescato dai truffatori, impiccato, imprigionato, trasformato in ciuco e buttato in mare. L’unica cosa che gli altri personaggi possono fare è cercare di portarlo sulla retta via, ma sta a lui salvarsi. Il suo è un percorso di formazione che passa attraverso esperienze dure, ma che lo porteranno poi a diventare responsabile e disciplinato.
La messa in scena ricalca perfettamente l’intenzione del romanzo di Collodi, con atmosfere cupe che accompagnano queste severe e impietose lezioni da imparare. Solo così si può comprendere davvero cos’è giusto o sbagliato e chi si vuole diventare nella vita. Le musiche e le canzoni, invece, sono molto allegre e ritmate. Si tratta pur sempre di una fiaba adatta a tutte le generazioni, pertanto oltre all’importanza del messaggio è fondamentale intrattenere e divertire la platea. Dalla locandina si potrebbe pensare che sia un musical per bambini, ma una volta in teatro si comprende come in realtà sia per tutti, forse addirittura più adatto agli adulti proprio per l’intensità con cui vengono trattati i suoi temi.
“Pinocchio Musical” è uno spettacolo che tutti dovrebbero vedere, perché porta messaggi che oggi sembrano in molti casi dimenticati, tra cui “prima il dovere, poi il piacere” e “nulla si ottiene senza sforzo”. Di ammonimento per ognuno di noi dovrebbero essere le parole che il Colombo rivolge a Pinocchio: «Con un po’ di sale in quel testone non avresti mai potuto credere che i soldi si possono seminare nei campi come i fagioli. I quattrini bisogna saperseli guadagnare o con il lavoro delle proprie mani o con l’ingegno usando il cervello». E, di certo, con questo musical, la compagnia BIT si merita di guadagnare successo di pubblico a ogni tappa.
Simona Zanoni

