Dal 21 al 30 giugno torna l’amatissima opera di Verdi. L’ultima Violetta di Ermonela Jaho; esce il nuovo numero di Calibano sulle relazioni e il desiderio
Il ritorno dell’intramontabile Traviata di Verdi con la regia di Sofia Coppola e i costumi di Valentino, l’addio di Ermonela Jaho al ruolo di Violetta, il nuovo numero di Calibano dedicato al tema delle relazioni e al desiderio.
La ripresa della Traviata di Coppola/Valentino, dal 21 giugno (ore 19, anteprima giovani il 21 giugno alle 19) al 30 giugno con 8 repliche, ormai un grande classico del lirico capitolino, si annuncia anche stavolta un successo, sempre amatissimo dal pubblico con immutato successo fin dalla prima rappresentazione del 2016.
Gioiello dell’allestimento, con la tradizionale regia di Sofia Coppola, sono i magnifici costumi disegnati da Valentino Garavani (ma solo per Violetta) e Maria Grazia Chiuri (per le donne) e Pierpaolo Piccioli (per gli uomini e il Coro), all’epoca stilisti della maison; le scene sono di Nathan Crowley con la collaborazione di Leila Fteita, le coreografie eseguite dal Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma sono a cura di Stéphane Phavorin.
Sul podio torna Francesco Ivan Ciampa che aveva già diretto in altre occasioni l’Orchestra del lirico capitolino.
La Traviata al Costanzi segna anche l’addio al ruolo di Violetta, interpretato per oltre 300 repliche sui più prestigiosi palcoscenici del mondo, del soprano albanese Ermonela Jaho (in scena 21, 26, 30 giugno) che al alterna con altre due importanti voci di riferimento del panorama operistico: Nadine Sierra (24), già apprezzata Violetta e Ekaterina Bakanova (23, 25, 27, 28) che ha interpretato lo stesso ruolo anche alla Royal Opera House.

Nel ruolo di Alfredo, si alternano Dmitry Korchak, già Lohengrin nel titolo inaugurale della stagione 2025/2026 del Costanzi e Xabier Anduaga (24, 26), vapprezzato belcantista e Antonio Poli (25, 27), già in scena al Costanzi con Macbeth, Luisa Miller.
Nel ruolo di Giorgio Germont si alternano Amartuvshin Enkhbat, protagonista del repertorio verdiano sui maggiori palcoscenici internazionali, oltre che al grande Luca Salsi (24), Premio Franco Abbiati come Miglior cantante dell’anno e interprete di riferimento dei grandi ruoli verdiani, Simone Piazzola (25, 27), artista che spicca nel repertorio italiano dell’Ottocento, Ludovic Tézier (26) che nel 2025 ha interpretato Giorgio Germont all’Arena di Verona.
In scena anche Maria Elena Pepi, Sofia Barbashova, Alejo Álvarez Castillo e Guangwei Yao, artisti del progetto “Fabbrica”, insieme ad Arturo Espinosa, Adriano Gramigni, Daniele Massimi, Marco Severin, Carlo Alberto Gioja, Alessandro Guerzoni, Salvatore Minopoli e Giuseppe Ruggiero. Il coro è diretto da Ciro Visco.
Prima rappresentazione dell’opera domenica 21 giugno 2026, ore 19.00 e in diretta su Radio3, poi le repliche: martedì 23, mercoledì 24, giovedì 25, venerdì 26 giugno sempre ore 20.00, sabato 27 giugno ore 18.00, domenica 28 giugno ore 16.30, martedì 30 giugno ore 20.00 e l’Anteprima giovani di sabato 20 giugno ore 19.00.

In occasione della Traviata esce anche il decimo numero di Calibano, Amani! rivista monografica di attualità culturale dell’Opera di Roma realizzata in collaborazione con la casa editrice effequ, che stavolta parte dalle grandi eroine del passato, dalla Marguerite di Dumas alla Violetta della Traviata di Verdi, dall’ Emma di Madame Bovary fino alle protagoniste delle romcom anni Novanta per affrontare e indagare i temi dell’amore romantico, fra sesso, malattia, costruendo un percorso che attraversa opera lirica, cinema, cultura queer e contemporaneità digitale con OnlyFans.
Fra gli interventi delle rivista spiccano il saggio psicoanalitico Costanza Jesurum che analizza le dinamiche costitutive delle relazioni di dipendenza affettiva e dell’autodistruttività, l’intervento della Giulia Caminito che parte dalle grandi protagoniste della letteratura per riflettere sulle forme del desiderio femminile, l’analisi sulle fonti storiche di Francesco Massa, docente di Storia delle Religioni all’Università di Torino, che analizza il mito classico per parlare di sesso orgiastico come rituale religioso nel mondo antico per approdare al cinema. Il testo della sceneggiatrice Alice Sagrati, mostra le dinamiche tossiche e disfunzionali sottese alle romcom prodotte fra gli anni Novanta e Duemila, tra cui Dieci cose che odio di te e Notting Hill, ma non mancano un racconto inedito della Antonella Lattanzi e una testimonianza del mondo di OnlyFans.
Info e biglietti www.operaroma.it
Fabiana Raponi

