Lunedì 19 e martedì 20 ottobre (ore 20.30)

Lugo, 6 ottobre 2026
A tre anni dall’alluvione, si celebra la riapertura
del Teatro Rossini di Lugo con gli Archi dell’Orchestra
dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia
diretti da Luigi Piovano
Per info: https://www.teatrorossini.it/
Lunedì 19 e martedì 20 ottobre (ore 20.30) il Teatro Rossini di Lugo (Piazza Cavour, 17) – il più antico teatro comunale dell’Emilia-Romagna – con un doppio concerto inaugurale festeggia la sua riapertura al pubblico dopo i danni della devastante alluvione del 2023. Per celebrare l’importante evento, sul palco gli Archi dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, tra le istituzioni musicali italiane più antiche e blasonate al mondo, guidati da Luigi Piovano, nella duplice veste di solista, al violoncello, e direttore.
Durante l’alluvione del maggio 2023, il Teatro Rossini fu invaso da oltre un metro e mezzo d’acqua e fango che lo rese inagibile. È stato, quindi, necessario un complesso intervento di restauro, finanziato in gran parte grazie a donazioni pubbliche e private per un totale di quasi 1,2 ml di euro.
Tra i tanti sostenitori, si ringrazia in modo particolare: LA7 e Corriere della sera, Intesa Sanpaolo, Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, Reale Foundation, Diemme Filtration, Otis servizi srl, Repower Italia. ”Il merito di questa riapertura” precisa Elena Zannoni, Sindaca di Lugo e Presidente della Fondazione Teatro Rossini “ va sicuramente dato innanzitutto a chi ha sostenuto economicamente il progetto: i grandi donatori, certamente, ma anche le singole persone, le famiglie, le associazioni. Tante piccole donazioni che danno il senso della comunità che si è stretta intorno al Rossini: un legame artistico e culturale per alcuni, un legame quasi fisico per altri, spinti dal desiderio di tornare a vivere le emozioni del teatro. E poi ringrazio anche la nostra struttura, sia quella della Fondazione (Fondazione Teatro Rossini) che quella del Comune di Lugo e del’Unione (Unione Comuni della Bassa Romagna), senza i quali la volontà politica resta lettera morta. Una volontà che abbiamo espresso fin dal primo istante, lavorando coralmente per giungere a questa inaugurazione, alle stagioni programmate e a quelle che verranno.’ Maurizio Gardini, Presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì aggiunge ‘Come Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì siamo lieti e orgogliosi di aver affiancato Intesa Sanpaolo
nella scelta di questo intervento che ha restituito al pubblico uno dei luoghi simbolo della cultura nazionale in Romagna, avendo ospitato nel tempo artisti e intellettuali che hanno contribuito a delineare l’identità italiana come Rossini, Mazzini, Carducci e Toscanini; e tanto più ne siamo lieti perché questa collaborazione ha in qualche modo rinnovato l’intesa tra istituti di credito che –
esattamente 40 anni fa – portò alla sua riapertura dopo il lungo silenzio causato dalla II Guerra Mondiale’ Andrea Pezzi, Direttore Marketing e Comunicazione di Diemme Filtration scrive «Nel maggio 2023 siamo stati fortunati: la zona di Lugo in cui si trova Diemme Filtration non ha subito danni. Ci è sembrato quindi giusto dare un contributo concreto a realtà della nostra città che, invece, erano state colpite duramente. Il Teatro Rossini ci è sembrata una scelta naturale: è un luogo di cultura, ma anche di incontro e di vita della comunità. Siamo un’azienda che lavora in tutto il mondo, ma ci teniamo a mantenere forte il legame con il nostro territorio.»
Così Virginia Antonini, general manager Reale Foundation “Vedere il Teatro Rossini tornare alla sua comunità è una grande emozione. Dopo una ferita profonda come quella provocata dall’alluvione, contribuire alla rinascita di un luogo così ricco di storia e di significato rappresenta pienamente il modo in cui Reale Foundation intende essere vicina ai territori: sostenendoli non solo nell’emergenza, ma anche nel percorso di ripartenza, affinché possano ritrovare i propri luoghi, le proprie relazioni e guardare con fiducia al futuro”.
‘Lugo” precisa Costantino Aldé, General Manager OTIS Sud Est Europa e Turchia “ è un territorio in cui OTIS opera da oltre cento anni e l’alluvione ha toccato clienti, colleghi e, attraverso le loro storie, tutta la nostra azienda. Per questo abbiamo voluto contribuire non solo alla ricostruzione del Teatro, ma anche alla memoria e alla sensibilizzazione, realizzando un documentario che in questi anni ha accompagnato la raccolta fondi. La riapertura del Rossini nella sua sede storica è una grande gioia: il segno concreto della resilienza di un’intera comunità e del valore della collaborazione tra imprese e territorio. Siamo orgogliosi di aver sostenuto questo
percorso.’ Repower aggiunge: “Il Teatro Rossini è da sempre luogo di cultura, spazio di incontro e aggregazione. Un riferimento importante per la collettività. Per noi di Repower, sostenerne la ricostruzione ha significato contribuire a una nuova valorizzazione del territorio e del suo patrimonio di relazioni, appartenenza e crescita. Così Luigi Pretolani, direttore generale della Fondazione Teatro Rossini “L’inaugurazione si carica di un formidabile valore simbolico ed emotivo poiché coincide con una ricorrenza storica
fondamentale: il 2026 segna infatti il 40° anniversario della trionfale riapertura del 1986, giunta al termine del magistrale restauro filologico condotto dall’architetto Pier Luigi Cervellati. Se quarant’anni fa quel cantiere fece scuola in tutta Italia per il recupero del ‘teatro all’italiana’, oggi il Teatro Rossini rinasce per la seconda volta, dimostrando come un monumento possa sopravvivere
alle ferite del tempo e della natura”.
Per celebrare la rinascita, gli Archi di Santa Cecilia eseguono un programma di straordinario valore artistico e profondo legame con il territorio. Il concerto si apre con l’espressività vocale dell’Aria in do maggiore di Nicola Porpora per poi immergersi nella luminosità solare e le acrobazie tecniche del celeberrimo Concerto in do maggiore di Franz Joseph Haydn. La seconda parte della serata propone un sentito tributo al genio che dà il nome al teatro: Gioachino Rossini. In programma le Sonate a quattro n. 1 in sol maggiore e n. 6 in re maggiore, pagine musicali dal profondo valore identitario, composte dal maestro pesarese a soli dodici anni, nell’estate del 1804, durante il suo periodo di formazione nel lughese. A coronamento della serata, il programma si chiude con la Sonata n. 6, celebre come ‘La tempesta’, che racchiude un significato fortemente simbolico: un’opera in cui l’arte descrive, affronta e infine supera lo scatenarsi degli elementi, esorcizzando l’alluvione e celebrando la vittoria della bellezza. Il Teatro riparte con una stagione che intreccia prosa e musica e propone un cartellone che va da novembre ad aprile 2027. La prosa si apre il 12 novembre con Rosencrantz e Guildenstern sono morti di Stoppard (Pannofino e Acquaroli) e punta soprattutto sul teatro contemporaneo: in scena nomi quali, Elio De Capitani, Pierfrancesco Favino, Alessio Boni, Ugo Dighero e Mariangeles Torres, Massimo Chiesa. Fuori abbonamento, il 27 gennaio, Se questo è Levi dei Fanny ‘Alexander per il Giorno della Memoria (replica mattutina per le scuole). La stagione concertistica parte il 21 dicembre con Luce d’inverno, musica italiana natalizia affidata ai Cameristi della Scala. Seguono il Concerto lirico rossiniano della Toscanini Academy, l’Orchestra Cherubini diretta da James Conlon, I Virtuosi Italiani con un programma tutto Vivaldi e si chiude con la Toscanini Academy Big Band che omaggia Miles Davis e Frank Sinatra.
PER INFO: 0545.299540/299542
www.teatrorossini.it

