Al Teatro Eliseo di Roma fino all’8 novembre 2026
Al numero 7 di Craven Road, nella zona ovest di Londra, si trova una caffetteria chiamata Dylan Dog. Per la maggior parte dei clienti, è semplicemente un altro locale dove gustare caffè e uova.
Ma per gli italiani quell’indirizzo è magico quanto il Binario 9 e 3/4 di Harry Potter, o del 221b Baker Street di Sherlock Holmes. Perché il numero 7 di Craven Road è la casa di Dylan Dog, un investigatore del paranormale immaginario, protagonista di una serie a fumetti horror italiani con oltre 60 milioni di copie vendute in tutto il mondo, tradotte in più di 10 lingue.
Ex agente di Scotland Yard sulla trentina e alcolista in via di guarigione, Dog è un investigatore privato che indaga su casi insoliti al confine tra realtà e paranormale. È impulsivo, problematico e insicuro di sé e del mondo. Il suo fido compagno e migliore amico è Groucho Marx, ispirato al comico americano, e i due condividono una casa piena di gadget mostruosi e di un campanello che emette un suono spaventoso.
Tiziano Sclavi ha affermato che ambientare le avventure horror di Dylan Dog nella terra di Frankenstein, Jack lo Squartatore e del Dottor Jekyll e Mr. Hyde è stata una scelta ovvia. E poi c’è la nebbia: la nebbia è uno dei simboli dell’occulto e della paura. All’attore britannico Rupert Everett sono perfino ispirate le caratteristiche fisiche di Dylan Dog.
Con il debutto di Dylan Dog Horror Show al Teatro Eliseo, la celebre icona creata da Tiziano Sclavi compie una riuscita transizione dalle pagine del fumetto alla scena teatrale, che ne lascia intatte la scrittura originaria e le atmosfere cupe più autentiche. Diretto da Valter Malosti, lo spettacolo propone una storia originale in cui l’Indagatore dell’Incubo deve affrontare i fantasmi del proprio passato, sollecitato dal caso di una misteriosa cliente di nome Veronika. Il viaggio introspettivo porta sul palcoscenico horror, introspezione, ironia, poesia e malinconia del detective dei casi insoliti, che si intrecciano attraverso i volti chiave del suo universo: dall’inseparabile Groucho all’Ispettore Bloch, passando per Madame Trelkovski e, Xabaras, il suo grande nemico.
Personaggi immediatamente riconoscibili dai fan ma, al tempo stesso, lo spettacolo è dedicato anche a chi non ha mail letto il fumetto.

La messinscena si distingue per il forte impatto visivo e immersivo: le scenografie mobili (Claudia Sorace), i giochi di luce (Giulia Pastore) insieme a un disegno sonoro avvolgente (Sergio Metalli) ai costumi (Metella Raboni) e alle coreografie (Michela Lucenti) ricreano un universo sospeso tra conturbante realtà e immaginazione. È impossibile non notare il grandissimo lavoro che c’è dietro alla produzione Sergio Bonelli Editore che, per il suo anti-eroe, è arrivata a impegnare nello spettacolo fino a 90 persone tra artisti e maestranze.
Persino il foyer del Teatro Eliseo è stato trasformato in uno spazio espositivo, ricco di installazioni dedicate al fumetto noir, che celebra il suo quarantesimo anniversario.
Particolarmente trascinante è l’accompagnamento musicale eseguito dal vivo da un power trio d’eccezione, composto da Paolo Spaccamonti, Luca Cavina e Jacopo Battaglia, le cui sonorità rock e dark diventano parte integrante della narrazione, senza trasformare lo spettacolo in un musical tradizionale.
«Nell’horror la musica fa il 60-70% dell’atmosfera”, rivela il regista Walter Molosti che ha scelto brani musicali di grande suggestione con un mix di sonorità vicine a Scott Walker, Nine Inch Nails e Arcade Fire in grado di amplificare l’ambientazione sospesa e raffinata in stile David Lynch.
Il cast offre interpretazioni convincenti, a partire da Gabriele Graham Gasco, che restituisce con sensibilità il tormento, l’ironia e la fragilità di Dylan Dog; Loris Fabiani, in arte Lunanzio, nei panni di Groucho, capace di trovare un riuscito equilibrio tra comicità e umanità, evitando ogni rischio di caricatura. Spiccano soprattutto la performance di Sofia Fusciani, nei panni di Anna Never, e di Camilla Nigro, che interpreta in modo magistrale un personaggio amatissimo dai lettori: Bree Daniels, una delle donne di Dylan simbolo di un amore che va oltre la morte.
Nel complesso, Dylan Dog Horror Show si configura come un autentico omaggio al personaggio e ai suoi lettori: uno spettacolo ambizioso, emozionante e visivamente imponente, capace di fondere teatro, musica e fumetto senza tradire lo spirito originale dell’opera. Il suo merito principale è aver compreso che Dylan Dog non è soltanto un personaggio horror, ma un universo fatto di malinconia, ironia, inquietudine e profonda umanità: un investigatore che indaga l’impossibile per dare un ordine al proprio disordine interiore.
Roberta Daniele

