dal 9 all’11 ottobre
“Il talismano, il mantra e la rosa”
ETNOFILMfest torna dal 9 all’11 ottobre
Marino Niola, Gianfranco Pannone, Franco Piavoli, Renato Morelli
e Bebetta Campeti tra gli ospiti della 14ª edizione
che si chiude con un concerto di Vincenzo Zitello e Fulvio Renzi
La 14ª Mostra del Cinema Documentario Etnografico è dedicata alle pratiche del sacro nel mondo contemporaneo.
Sette documentari in concorso scelti tra 96 opere.
In programma anche incontri, presentazioni di libri, lezioni aperte, concerti e film d’autore.
Dal 9 all’11 ottobre 2026 torna a Este, Padova, l’ETNOFILMfest, Mostra del Cinema Documentario Etnografico, giunta alla sua 14ª edizione. Ideato e diretto da Fabio Gemo, antropologo visuale e regista, il festival propone quest’anno il tema “Il talismano, il mantra e la rosa – pratiche del sacro nel mondo contemporaneo”, un percorso dedicato alle forme attraverso cui il sacro continua a manifestarsi nella società contemporanea.
ETNOFILMfest 2026, a Este tre giorni di cinema documentario per esplorare le forme del sacro contemporaneo
Dal 9 all’11 ottobre, a Este, Padova, negli spazi del Teatro dei Filodrammatici, torna ETNOFILMfest, la Mostra del Cinema Documentario Etnografico giunta alla sua quattordicesima edizione. Ideato e diretto da Fabio Gemo, il festival si propone ancora una volta come luogo d’incontro tra cinema, antropologia e ricerca sociale, offrendo attraverso il documentario uno sguardo sulle culture, sulle memorie, sui territori e sulle trasformazioni del mondo contemporaneo. L’edizione 2026 porta al centro il tema “Il talismano, il mantra e la rosa – pratiche del sacro nel mondo contemporaneo”, un titolo che richiama tre simboli diversi ma accomunati dalla capacità di mettere in relazione l’essere umano con ciò che percepisce come invisibile, prezioso o trascendente. Il talismano evoca
la protezione e il rapporto con l’invisibile, il mantra la concentrazione e la trasformazione interiore, mentre la rosa diventa immagine di bellezza, mistero e trascendenza. L’edizione 2026 segna inoltre il ritorno del concorso: sono state 96 le opere arrivate alla selezione e 7 i documentari scelti per la competizione, che saranno proiettati tra sabato e domenica. Tra i lavori segnalati per questa edizione spiccano “Fora pal mont – I passi rimasti” di Lorena Trevisan e Michele Pastrello, “Inochi, il soffio vitale” di Karine de Villers e Sachiyo Honda e “Muzungu Sweets” di Caterina De Angelis e Matteo Carosi. Fora pal mont – I passi rimasti recupera una pagina poco conosciuta della storia sociale della Valcellina, ai confini con il Vajont. Il documentario nasce dalle testimonianze di sei donne anziane
che furono protagoniste dell’esperienza delle cosiddette “sedonere”, venditrici ambulanti che nella prima metà del Novecento lasciavano per lunghi periodi i paesi di montagna per raggiungere e pianure e le città del Nord Italia dove vendevano utensili e oggetti di legno, affrontando lunghi viaggi e condizioni di vita difficili. Le loro testimonianze riportano alla luce non soltanto una storia
di lavoro e sacrificio, ma anche una vicenda di migrazione, autonomia femminile e capacità di costruirsi spazi di indipendenza in una società profondamente segnata da una struttura patriarcale. Il film è diretto da Lorena Trevisan e Michele Pastrello, autori e registi indipendenti. Con Inochi, il soffio vitale, Karine de Villers e Sachiyo Honda si confrontano invece con il tema della vita come valore da preservare e tramandare. Il film prende le mosse dalla vicenda personale di Sachiyo Honda, nata in Giappone segnata dai racconti della nonna, sopravvissuta al bombardamento incendiario di Tokyo del 1945. Da questa eredità nasce una particolare concezione dell’esistenza: ogni cosa possiede un valore e la vita, Inochi, deve essere custodita e trasmessa. Muzungu Sweets, firmato da Caterina De Angelis e Matteo Carosi, racconta l’Uganda e il rapporto tra conservazione della natura, colonialismo e crisi climatica. I protagonisti sono due ecoattivisti bianchi che acquistano una videocamera e partono verso l’Africa. Il viaggio costringe i protagonisti
a confrontarsi con una realtà segnata dalle conseguenze del colonialismo storico e dalle dinamiche neocoloniali ancora presenti nei progetti di conservazione ambientale. Il titolo, Muzungu Sweets, richiama un’espressione legata a una richiesta infantile di caramelle che nel film fa emergere le incrollabili posture coloniali. Il programma si apre venerdì 9 ottobre alle 17 con l’inaugurazione ufficiale, cui seguirà l’incontro con l’antropologo Marino Niola, chiamato a presentare il suo nuovo libro La capitale dell’anima, pubblicato da Raffaello Cortina nel 2026. Il volume propone un viaggio nella Napoli intesa non soltanto come città, ma come spazio interiore e simbolico, attraversato da tradizioni, credenze, miti e rapporti tra sacro e profano, naturale e soprannaturale. La prima giornata si chiuderà alle 21 con la proiezione di Devozioni, il nuovo documentario di Gianfranco Pannone, presente al festival, che conduce lo spettatore nella Lucania appenninica alla ricerca delle forme attraverso cui il senso del sacro continua a sopravvivere nel paesaggio e nelle comunità. Sabato 10 ottobre sarà invece dedicato soprattutto al cinema documentario e al concorso, con la proiezione delle 7 opere selezionate tra le 96 candidature ricevute. La domenica 11 ottobre proseguirà il percorso tra cinema, memoria e spiritualità. Alle 9.30 sarà proiettato Maria Lionza, documentario realizzato nel 1982 da Lanfranco Secco Suardo e Bebetta Campeti, dedicato al culto della moderna dea pagana venezuelana e girato tra i ranchitos di Caracas e la montagna sacra di Sorte. Nel pomeriggio, alle 17, Bebetta Campeti presenterà il libro La guaritrice ferita. L’iniziazione sciamanica di una donna occidentale, dialogando con l’antropologo Francesco Spagna. Alle 18 è prevista la premiazione di ETNOFILMfest 2026, momento conclusivo del percorso competitivo. A chiudere la manifestazione, alle 21, sarà il concerto Graal – Un viaggio sonoro tra mito e visione, con Vincenzo Zitello all’arpa celtica e clarsach e Fulvio Renzi al violino e violino baritono.

