Giovedì 14 maggio ultimo concerto di stagione dell’Accademia Filarmonica Romana al Teatro Argentina
Dopo il successo del 2025, tornano giovedì 14 maggio (ore 21) per l’ultimo concerto di stagione dell’Accademia Filarmonica Romana al Teatro Argentina, Enrico Dindo al violoncello e Andrea Lucchesini al pianoforte, interpreti fra i più rinomati e importanti del nostro paese, che con la Filarmonica hanno avviato una residenza triennale che si concluderà nel 2027.
Legati alla più recente storia dell’Accademia anche per averne tracciato le linee guida degli ultimi anni, curando le direzioni artistiche, ad accomunare Dindo e Lucchesini è anche il loro modo di vivere la musica: la passione per il repertorio di musica da camera e del “fare musica insieme”, il desiderio di esplorare la musica senza confini, spaziando dal classico al contemporaneo, l’instancabile dedizione verso la formazione di giovani talenti.
Per il secondo dei tre concerti programmati nel triennio 2025-27, Il Duo affronta alcune delle pagine più note del repertorio romantico per musica da camera, il tutto impreziosito dal suono profondo del violoncello di Dindo, un Pietro Giacomo Rogeri (ex Piatti) del 1717. Il concerto si apre e si chiude nel segno di Robert Schumann con due composizioni accomunate dallo stesso anno di nascita, il 1849, un anno particolarmente felice nella vita tormentata del musicista tedesco, e dalla destinazione da Hausmusik, la musica dei salotti che si eseguiva all’epoca, per il diletto e per occasioni private. Scritte per oboe, violino o clarinetto, talvolta eseguite anche col violoncello, come in questo caso, le Tre romanze op. 94 sono piccole composizioni dal carattere delicato in un intenso dialogo tra i due solisti, mentre i Cinque pezzi in stile popolare op. 102, vedono la predominanza del violoncello, con l’impiego di melodie dal carattere popolare e dal lirismo e cantabilità che risaltano lo strumento a corda.
Al centro del programma la Sonata in fa maggiore op. 99 di Johannes Brahms, la seconda e ultima che il musicista scrisse per violoncello e pianoforte, nel 1886. A ispirarla fu il virtuoso violoncellista berlinese Robert Hausmann, che l’eseguì a Vienna nella prima esecuzione pubblica, con Brahms al pianoforte. Essenziale concisione e solidità dell’impianto formale, flusso impetuoso del primo e terzo movimento, intensità espressiva e lirica del secondo e quarto, la Sonata richiede al violoncellista un impegno tecnico ed espressivo non comune, per quello che molti considerano uno dei capolavori di musica da camera di secondo Ottocento.
Biglietti: Teatro Argentina da 19 a 30 euro; Vendite on line filarmonicaromana.org
Info: filarmonicaromana.org, tel. 342 9550100, promozione@filarmonicaromana.org
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TEATRO ARGENTINA
giovedì 14 maggio | ore 21
ENRICO DINDO
ANDREA LUCCHESINI
Enrico Dindo violoncello
Andrea Lucchesini pianoforte
Robert Schumann, Drei Romanzen op. 94
Johannes Brahms, Sonata in fa maggiore op. 99
Robert Schumann, Fünf Stücke im Volkston op. 102
Enrico Dindo
Inizia a sei anni lo studio del violoncello. Si perfeziona con Antonio Janigro e nel 1997 conquista il Primo Premio al Concours de Violoncelle “Rostropovitch” di Parigi. Da quel momento, dopo essere stato, dal 1987 al 1998, primo violoncello solista dell’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano, inizia un’attività da solista che lo porta a esibirsi con le più prestigiose orchestre del mondo come BBC Philharmonic, Orchestre Nationale de France, Tokyo Symphony Orchestra, Filarmonica della Scala, Filarmonica di San Pietroburgo, London Philharmonic Orchestra, a fianco dei più importanti direttori tra i quali Riccardo Chailly, Gianandrea Noseda, Myung-Whun Chung, Daniele Gatti, Yuri Temirkanov, Riccardo Muti e lo stesso Mstislav Rostropovič. Tra gli autori che hanno composto musiche a lui dedicate, troviamo Giulio Castagnoli, Carlo Boccadoro, Carlo Galante, Roberto Molinelli, Fabio Vacchi, Mauro Montalbetti e Jorge Bosso. Direttore stabile dell’Orchestra da camera I Solisti di Pavia, ensemble da lui creato nel 2001, è stato Direttore musicale della HRT Symphony Orchestra di Zagabria dal 2014 al 2021 e Direttore artistico dal 2022 al 2024 dell’Accademia Filarmonica Romana. È docente di violoncello presso il Conservatorio della Svizzera Italiana di Lugano, presso la Pavia Cello Academy e ai corsi estivi del Garda Lake Music Festival. Ha inciso per Chandos i due Concerti di Šostakóvič con la Danish National Orchestra e Gianandrea Noseda, e per Decca l’integrale delle opere per violoncello e pianoforte di Beethoven, le Sei Suites di Bach oltre che, insieme a I Solisti di Pavia, i tre Concerti per violoncello e archi di Carl Philipp Emanuel Bach, due CD dedicati ai Concerti di Vivaldi, i Concerti di Haydn e il Concerto per violoncello e archi di Kapustin insieme a musiche di Piazzolla. Enrico Dindo è Accademico di Santa Cecilia e suona un violoncello Pietro Giacomo Rogeri (ex Piatti) del 1717, affidatogli dalla Fondazione Pro Canale.
Andrea Lucchesini
Formatosi alla scuola pianistica di Maria Tipo, s’impone all’attenzione internazionale con la vittoria del Concorso Internazionale “Dino Ciani”. Suona da allora in tutto il mondo con orchestre prestigiose e i più grandi direttori, suscitando l’entusiasmo del pubblico per la combinazione tra solidità di impianto formale nelle sue esecuzioni, estrema cura del suono, raffinatezza timbrica e naturale capacità comunicativa. La sua ampia attività, contrassegnata dal desiderio di esplorare la musica senza limitazioni, lo vede proporre programmi che spaziano dal repertorio classico a quello contemporaneo, proposto sia in concerto sia in numerose registrazioni in disco, dalle giovanili incisioni per EMI fino all’integrale live delle 32 Sonate di Beethoven (Stradivarius), mentre con Giuseppe Sinopoli e la Staatskapelle di Dresda ha inciso per Teldec due capolavori del ʼ900 come Pierrot lunaire di Schoenberg e il Kammerkonzert di Berg. Negli ultimi anni Lucchesini si è immerso con entusiasmo nel repertorio schubertiano, a partire dalla registrazione degli Improvvisi. Nel 2018 inizia la collaborazione con l’etichetta Audite con la pubblicazione di Dialogues che vede contrapporsi Berio e Scarlatti, Schubert e Widmann, quindi il secondo e terzo disco, Schubert Late Piano Works I e II, che hanno ottenuto 5 stelle dalle maggiori riviste del settore. Per BMG ha inciso il Concerto II “Echoing curves” di Luciano Berio sotto la direzione dell’autore: questa registrazione segna una delle tappe fondamentali di una stretta collaborazione con Berio, accanto al quale Lucchesini vede nascere Sonata (l’ultimo e impegnativo lavoro del compositore italiano per pianoforte solo), eseguita in prima assoluta nel 2001 e successivamente consegnata – con tutte le altre opere pianistiche di Berio – a un disco Avie Records divenuto rapidamente edizione di riferimento. Lucchesini si dedica con passione anche all’insegnamento, tiene frequenti masterclass presso importanti istituzioni musicali italiane ed europee. Dal 2008 è Accademico di Santa Cecilia e dal 2018 al 2021 è stato Direttore artistico dell’Accademia Filarmonica Romana. Dal 2022 è Direttore artistico degli Amici della Musica di Firenze.

