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Recensioni/Articoli

CENERENTOLA IN LOVE

Paolo Verlengia
Ultima modifica: 9 Agosto 2025 20:16
Paolo Verlengia
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484
Sopra, un momento dello spettacolo, fermato dallo scatto di Emanuela Grassi
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Presentato in anteprima il 4 Agosto 2025, Florian Espace, Pescara

E’ un dato di fatto: per profilo, vicenda e contesto, la figura di Cenerentola rappresenta una di quelle eredità del canone letterario che reclama un’urgenza piuttosto evidente nel nostro tempo, ingaggiato da quesiti fondamentali sul piano sociale, etico, politico nel senso più ampio e profondo del termine.

Ne è conferma la ricorrenza di allestimenti dedicati o ispirati alla celeberrima fiaba nelle produzioni teatrali dell’ultimo periodo, dal teatro ragazzi al teatro di figura e non solo.

Il progetto “Cenerentola in Love” di Alessandro Vellaccio, prodotto da Florian Metateatro, risponde probabilmente al tentativo di testare i riverberi e i viraggi che un testo così precisamente codificato e catalogato può rivelare laddove venga traslato oltre i confini territoriali della categoria letteraria in cui per tradizione figura trionfalmente (quello favolistico, per l’appunto).

Il lavoro è stato presentato in anteprima lunedì 4 agosto sul palcoscenico del Florian Espace, nelle forme di uno studio affidato all’interpretazione di Irida Gjergji e Anna Pieramico. Un lavoro aperto dunque allo sguardo del primo pubblico nella sua fase di costruzione in fieri, in cui è possibile osservare la “materia viva” del tema preso in oggetto, mentre si dibatte liberamente in ogni direzione potenziale, alla ricerca di quella che sarà la sua chiave d’interpretazione definitiva.

D’altronde, la figura di Cenerentola proietta un insieme di topoi connessi o collegabili con l’attualità: c’è il tema sociale del riscatto, quello politico della dialettica tra classi egemoni e sfruttate, quello economico della sperequazione e delle diseguaglianze delle condizioni di vita, quello psicologico dei legami famigliari, quello del genere, infine, ancora ibernato dentro modelli stereotipati di maschile e femminile, che però mostrano già tutto il loro farraginoso arrancare.

Il tutto contenuto all’interno di una fiaba, formato che mira a depositare elementi sapienziali destinati a sedimentare e maturare nel tempo, più che a scuotere tramite la riflessione o la catarsi.

A fronte di questo stratificato sistema di segni, il progetto “Cenerentola in Love” sembra voler focalizzare lo sguardo su di una struttura dell’ambivalenza: evoluzione di personaggio e vicenda, conservando però una consistenza favolistica; sviluppo dei temi di marca socio-politica (riscatto, famiglia, genere) senza rinunciare ad una spettacolarità genuina (presenza di temi musicali, momenti cantati, coreografie elementari, personaggi desunti dal mondo magico) …

Ambivalenza che in termini visivi si traduce nelle fattezze della dualità.

La scena iniziale presenta simbolicamente questa tensione: due scarpette rosse, che rimandano all’iconografia della fiaba originaria, ma che funzionano qui come strumenti di attualizzazione e, per certi versi, di secolarizzazione della stessa: sono telefoni, facilitatori di promesse, di futuro desiderabile, di cambiamento verso una quotidianità migliore.

Allo stesso modo, la drammaturgia persegue lo schema di un confronto a due, che si rimodula continuamente. Il dialogo portante è quello tra Cenerentola ed una delle sue sorellastre, unica reduce dell’originario nucleo famigliare tutto al femminile che un tempo popolava la casa. Si passa poi ai dialoghi tra Cenerentola e le presenze eteree: il principe, ridotto a sostanza vocale, pura traccia o segreteria telefonica, oppure la fata a cui Cenerentola affidava pensieri e segreti.

Qui contribuiscono felicemente le due interpreti, Irida Gjiergj (Cenerentola) e Anna Pieramico (Sorella/Fatina), complementari per figura e temperamento, ma in sintonia per coloritura recitativa.

Il titolo “Cenerentola in Love” sottolinea la presenza di una venatura pop che lo spettacolo intende sviluppare. In questo modo, il lavoro presentato lascia intravedere il progetto di una fiaba della riconciliazione, come superamento della parabola del riscatto. L’amore, ostentatamente decantato e sospirato, non è l’ideale romantico confezionato dalla cultura materialistica e dall’industria commerciale: corrisponde, in vero, alla libertà personale, obiettivo tutto tangibile che è frutto di una prassi di auto-liberazione.

Paolo Verlengia

 

CREDITS:

“Cenerentola in Love”

ideazione e regia Alessandro Vellaccio

drammaturgia Lucia Ciriello e Alessandro Vellaccio

con Irida Gjergji e Anna Pieramico

voce fuori campo Alessandro Vellaccio

musica al pianoforte e direzione tecnica Renato Barattucci

assistenza tecnica Fabrizio Pronio

foto di scena Mara Patricelli

video Alessio Tessitore

grafica Clarice

produzione Florian Metateatro Centro di Produzione Teatrale

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