In scena al Teatro Greco di Roma fino al 14 dicembre 2025
Un fascio di rose rosse adagiate sul pianoforte, allegoria della voce di Lina Sastri: sanguigne e regali, delicate e graffianti.
Il maestro Ciro Fascino suona senza soluzione di continuità per tutta la durata dello spettacolo, mentre Lina Sastri si muove sinuosa, avvolta in un ampio scialle sul fluttuante abito candido. Leggera e diafana, accarezza l’aria e riempie la scena, il corpo etereo e fragile, la voce passionale e potente che veicola tutta la forza catalizzatrice della napoletanità più verace.
L‘artista ha esplorato il mondo musicale drammaturgico e poetico napoletano, mescolandolo alla musica del mondo e a linguaggi contemporanei e muovendosi sul filo rosso del racconto personale, teatrale, classico e di innovazione.
Questo spettacolo di teatro canzone è l’esito di un lungo lavoro di ricerca musicale e teatrale che ha avviato da anni, facendo diventare materia viva parola, musica e danza.
‘Voce ‘e notte” scritta da Eduardo Nicolardi nel 1903 per l’amata Anna andata in sposa ad un altro e musicata da Ernesto De Curtis, è la quintessenza della poesia d’amore. E una dedica d’amore a Napoli è questo spettacolo, frutto di ricerca e passione sulla tradizione partenopea, in un viaggio artistico e personale, dove i classici napoletani si fondono con melodie e influenze poetiche di varia provenienza, in una rivisitazione moderna e universale.
Lina mescola i generi, rivela aneddoti dell’infanzia, esprime le emozioni che scaturiscono dalla musica immortale della sua terra, nel continuo flusso e riflusso di un racconto teatrale sempre diverso.
Narra di risentire l’eco della voce materna che cantava gioiosa negli anni dell’infanzia, segnata dalla scarsa presenza del padre sempre in viaggio. Una voce femminile di impostazione antica vibra in lontananza, riempiendo di sorpresa lo sguardo del pubblico e gli occhi di Lina.
Intona, elegante e sanguigna brani carichi si sentimento, poi la voce si stempera in sussurro provocando brividi di struggimento. Aerea e regale, riempie lo spazio scenico saturando l’aria di musica e poesia, con i capolavori di antiche canzoni.
A ogni spettacolo della Sastri le emozioni riaffiorano, emozioni già note eppure sempre attuali e vive. Non è abbastanza definirla interprete, lei estrinseca i sentimenti, li veicola con la modulazione vocale e li accompagna con la flessuosità del corpo, espandendoli nello spazio circostante.
Si strugge, balla e canta con l’anima e il cuore il capolavoro di Bovio Reginella, il classico ‘O sole mio, brani originali e tanti altri testi che hanno diffuso la napoletanità nel mondo.
Eroina tragica, intona Passione di Libero Bovio facendo scivolare a terra l’abito bianco che ne libera un altro identico rosso, in una mescolanza di colori e graffi sonori, che fondono furore sentimentale e disperazione amorosa, brano entrato anche nel repertorio di tenori lirici.
Senza pause, il viaggio dell’anima continua con lo struggente monologo di Filumena Marturano in cui spiega come l’estrema povertà della famiglia l’abbia indotta a vendersi, mentre stacca ad uno ad uno i petali di una rosa tra le mani. Scritta dal drammaturgo per l’amatissima sorella Titina, che Lina recitò con Luca De Filippo. Poi vibra la voce di Eduardo sui versi di Na sera ’e maggio facendo aleggiare l’emozione in sala.
La passione, d’altronde, è il filo conduttore della tradizione musicale napoletana, trama e ordito di canti d’amore e di dolore.
L’abito, unico elemento scenografico, è il centro focale della composizione drammaturgica virando dal bianco al rosso, come i sentimenti cangiano dall’amore alla tragedia, mentre la voce sussurra o vibra potente.
A ogni spettacolo della Sastri si rinnova l’incanto, esprimendo con naturalezza e profondità la propria essenza magnetica, impregnando l’aria di musica e versi, abbracciando il pubblico con delicato pudore.
Chiusura con l’omaggio all’ultimo indimenticato poeta conterraneo, Pino Daniele con Napule è, dolente manifesto dell’anima napoletana.
Sempre con la musica come compagna di viaggio.
Tania Turnaturi

