Il principe mezzanotte, una favola dark per adulti e bambini
Alessandro Serra torna in grande stile dopo il successo internazionale de La Tempesta e Tragùdia, a collaborare con Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale. Con Il prinicipe mezzanotte, coprodotto con la Compagnia Teatropersona, finalista al Premio Scenario Infanzia 2008, firma così la sua prima regia per l’infanzia (…e che regia). Dopo il debutto modenese, è andato in scena per quattro giorni alla fine di marzo presso l’Ex chiesa di San Giuseppe in Galliera, lo spazio del Teatro Arena del Sole che affaccia sulla Piazza San Giuseppe, aperto appositamente per l’occasione con un allestimento molto speciale. Eh sì, perché il principe mezzanotte vive in un comò in cui si è rinchiuso per via di una maledizione che vuole che egli si trasformi in un essere mostruoso quando incontrerà il vero amore. Per entrare nel suo “mondo” gli spettatori devono così “gattonare” fisicamente dentro il comò per ritrovarsi in una stanza “magica” del suo gotico maniero. La solitudine del principe mezzanotte è pressoché totale, fatta eccezione per un bizzarro servo che non parla e si carica con una strana molla sulla schiena. Fino a quando incontra una dolce e strana ragazza che farà inevitabilmente battere nuovamente il suo cuore. Fra le mille peripezie per annullare la maledizione della strega Valeriana, viaggi avventurosi proiettati con curiose ombre sul tendone che copre le quattro pareti della stanza e l’importante, anzi essenziale, coinvolgimento dei bimbi presenti per la riuscita del classico “lieto fine”, il principe mezzanotte riuscirà finalmente a vivere una vita serena in compagnia del vero amore.
Uno spettacolo costruito su un meccanismo scenografico immersivo e poetico, una drammaturgia che narra una storia sorprendentemente incalzante, atmosfere circensi e a tratti noir e tre attori (Alice Bossi, Andrea Castellano e Marco Vergati) che si susseguono ricoprendo diversi ruoli in un turbine perfetto di magia. Bambini ed adulti, catapultati immediatamente (e fisicamente) dentro il mondo onirico in cui si svolge la storia, vivono così un’esperienza coinvolgente e appassionante. Quasi dispiace salutare i personaggi che a fine spettacolo si mostrano in tutta la loro verità, e tornare al mondo reale, portando con sé però una valigia di fantasia nel cuore.
Erika Di Bennardo

