Michele Mariotti sul podio, Carlo Vistoli è Tancredi, Martina Russomanno è Amenaide. Dal 19 al 29 maggio 2026 a Roma
Michele Mariotti
ed Emma Dante insieme per il ritorno del Tancredi, melodramma eroico di Gioachino Rossini in scena, dopo 22 anni, al Teatro dell’Opera di Roma dal 19 maggio (ore 20.00 anche in diretta su Radio3) al 29 maggio.
Il ruolo di Tancredi viene affidato a Carlo Vistoli, fra i maggiori tenori internazionali che che torna all’Opera dopo i successi nell’Orfeo ed Euridice di Gluck con la regia di Robert Carsen o nel Giulio Cesare in Egitto di Händel con la regia di Michieletto che gli ha valso il Premio Franco Abbiati 2024 come miglior cantante.
Nel ruolo di Amenaide Martina Russomanno, soprano in ascesa che debutta al Costanzi dopo essersi rapidamente affermata in un ampio repertorio che spazia da Mozart a Rossini fino al primo Ottocento italiano.
Composta dal 21enne Rossini nel 1813, Tancredi, tratto da Voltaire, racconta il conflitto tra virtù e sentimento, eros e thanatos, obbligo e sentimento, raccontando la storia Tancredi, eroe siracusano esiliato che torna nella natia città per difenderla dagli invasori e riconquistare l’amata Amenaide, ingiustamente accusata di tradimento. Il Costanzi mette in scena Il Costanzi la versione tragica di Ferrara del 1813 che si conclude con la morte dell’eroe.
Il nuovo allestimento viene affidato alla forza visionaria della regista Emma Dante, Leone d’Oro alla carriera 2026 della Biennale di Venezia, già a Roma con La Cenerentola di Rossini, L’angelo di fuoco di Prokof’ev (2019) e Les dialogues des Carmélites di Poulenc, che rilegge il mito di Tancredi immaginandola come un’opera di pupi siciliani.
“Tancredi è stato pensato in un palcoscenico che è un’installazione dei pupi – spiega Emma Dante – ho pensato che tutti i personaggi fossero in qualche modo dei pupi incarnati dagli attori e dalle attrici e invece i titolari, i protagonisti, Tancredi, Argiri, Orbazzano, all’inizio dell’opera sono i manovratori di questi pupi. Man mano che la storia va avanti la sofferenza di questo conflitto che viene fuori fra tutti i personaggi ne viene fatta a carico del manovratore. Quindi c’è un passaggio di consegna dell’anima di questo pupo al manovratore che l’ha manovrato per tutto il primo atto”. Carmine Maringola firma le scene/fondali artificiali, Emma Dante e Chicca Ruocco i costumi tradizionali, Luigi Biondi le luci, Manuela Lo Sicco i movimenti coreografici.
“Lo spettacolo è impegnativo da un punto di vista registro perché è pieno di cambi, ambientazioni e situazioni che si ribaltano – prosegue la regista – è difficile fare Rossini, ma quando entri nel mondo rossiniano entri in una specie di luogo fatato, in cui succede di tutto, ma in cui tutto ha un suo filo logico. C’è una logica schiacciante. Le trame rossiniane sono piene di suspense, di intrecci, di mistero”.
Sul podio, Michele Mariotti, il direttore musicale dell’Opera, che, nonostante sia un direttorie rossiniano unanimemente riconosciuto, affronta il suo primo primo Rossini al Costanzi:
“Per la prima volta dopo quattro anni che sono a Roma ho deciso di affrontare Rossini e ho voluto farlo con Tancredi, opera che non ho mai diretto – commenta Mariotti alla guida dell’Orchestra del lirico capitolino – È un’opera modernissima e assolutamente folle, assurda, perché parla di giovani e i giovani esagerano tutto quindi l’amore diventa un sentimento veramente violento perché vissuto con forza e con esagerazione dirompente. Rossini riesce a coniugare un sentimento puro e istintivo con un perfetto controllo classico, in un equilibrio continuo tra apollineo e dionisiaco. Sullo sfondo della guerra, Tancredi e Amenaide vivono il loro amore in modo assoluto, con una gelosia e una passione che però ostacolano il dialogo. Nonostante due lunghi duetti, infatti, i giovanissimi amanti non riescono mai a comprendersi davvero. Musicalmente disarmante è invece il finale tragico che abbiamo scelto di eseguire, che descrive con pagine rarefatte e stranianti l’allontanarsi progressivo del corpo e dell’anima di Tancredi”.

Il Coro del Teatro dell’Opera di Roma è diretto da Ciro Visco. Nel cast, Giuliana Gianfaldoni si alterna nella recita del 26 maggio con Martina Russomanno, nei ruolo di Argirio il Costanzi ospita Enea Scala che torna all’Opera di Roma dopo aver cantato Gennaro in Lucrezia Borgia nel 2025; Luca Tittoto interpreta Orbazzano, già interprete per l’Opera di Roma nel 2022 in Alceste di Gluck; in scena anche Ekaterine Buachidze (Isaura) e Maria Elena Pepi (Roggiero) giovani artiste del progetto “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma.
Dopo la prima del martedì 19 maggio 2026, ore 20.00, Tancredi va in scena per altre quattro recite, venerdì 22 maggio ore 20.00; domenica 24 maggio ore 16.30; martedì 26 maggio ore 20.00; venerdì 29 maggio ore 18.00
Info e biglietti su www.operaroma.it
Fabiana Raponi

