Quattro sale, quattro visioni, un solo grande teatro. A ottobre la riapertura del Teatro Valle
Oltre 71 spettacoli dislocati nelle storiche sale dei Teatri Argentina, India, Torlonia cui si aggiunge, dopo 12 anni di attesa, anche il Teatro Valle, lo storico teatro del settecento che diventa Casa della Drammaturgia contemporanea.
Una restituzione alla collettività di uno spazio storico che completa la visione unitaria di un crocevia del pensiero che diventa un unicum nel panorama nazionale.
Il teatro è VITA, un acronimo che richiama proprio gli spazi teatrali del Valle, India, Torlonia, Argentina.
“Il Teatro di Roma è oggi una realtà solida, aperta e coraggiosa. La nuova Stagione 2026/2027 del Teatro di Roma non è solo un cartellone di spettacoli, ma il compimento di un progetto culturale che restituisce allo Stabile la sua statura di istituzione d’eccellenza, nazionale e internazionale – le parole del Presidente Francesco Siciliano in conferenza stampa – l’aumento del budget a disposizione del teatro ci consente di creare una programmazione più capillare e attenta ricreando un progetto identitario, un solo teatro dislocato in quattro spazi. Questo luogo è un luogo dove la cultura moltiplica le proprie visioni, diventando motore di crescita collettiva. Oggi, con quattro sale teatrali e il festival estivo di Ostia, ci posizioniamo tra le realtà più fertili della prosa nazionale. Questa nuova dimensione ci impone responsabilità profonde, non solo artistiche ma civili. Abbiamo lavorato su una doppia direttrice: la qualità della proposta e la capacità del pubblico di diventarne parte integrante”.
“La stagione che presentiamo ha dimensioni imponenti. Il numero di sale, spettacoli, rassegne collaterali, tournée nazionali e internazionali non ha precedenti nella storia del Teatro di Roma – conferma il direttore artistico Luca De Fusco – come annunciato il Teatro Valle si occuperà prevalentemente di drammaturgia contemporanea, ovvero del periodo che va dal secondo dopoguerra ad oggi. I grandi classici restano prerogativa del Teatro Argentina, il Teatro India è dedicato alla sperimentazione, cioè a nuove forme di scrittura scenica e il Torlonia proseguirà nella sua linea concentrata sulla scrittura spesso nettamente poetica e dedicata prevalentemente alle donne”.
La riapertura del Teatro Valle, gioiello settecentesco, che diventa casa della drammaturgia del secondo Novecento, viene affidata a Francesco Piccolo, che rievoca la “prima” dei Sei personaggi proprio nel luogo in cui, è nato. Fra gli spettacoli, le opere di Lisa Ferlazzo Natoli e Alessandro Ferroni (lacasadargilla) in Escaped Alone di Caryl Churchill si intrecciano alle opere di due Premi Nobel, con la regia di Silvia Costa per Memoria di ragazza di Annie Ernaux, e l’indagine sulla fragilità umana di Daria Deflorian per Che dolore terribile è l’amore di Han Kang.
Lo sguardo su Pirandello prosegue con di Emma Dante nel suo Studio sui sei personaggi in cerca d’autore, spazio a Lucia Rocco per Bella figura della francese Yasmina Reza e a Piero Maccarinelli in Visita al padre di Norm Foster con Massimo De Francovich e Maximilian Nisi. Fra le ospitalità al Teatro Valle, Ruggero Cappuccio che scrive e dirige Casanova dell’infinita fuga, EQUUS di Peter Shaffer, messo in scena da Carlo Sciaccaluga, Alessandro Gassmann che dirige Stato contro Nolan (un posto tranquillo) di Stefano Massini, Gabriele Lavia che firma la regia di Dopo la prova anche nterprete con Federica Di Martino di quest’opera tratta dal film di Ingmar Bergman.
Il Teatro Argentina resta il palco che accoglie i grandi classici, tra tradizione e contemporaneità. La stagione viene inaugurata da un ideale dittico elisabettiano affidato a Luca De Fusco con Otello di Shakespeare e Peccato che fosse una sgualdrina di John Ford, si prosegue con Massimo Popolizio, che dirige e interpreta in prima nazionale La pazzia di Re Giorgio di Alan Bennett, Una delle ultime sere di Carnovale di Goldoni messo in scena da Valerio Binasco, Platonov opera giovanile di Čechov portato in scena da Peter Stein.
Fra gli spettacoli ospitati all’Argentina, Non posso narrare la mia vita omaggio di Roberto Andò a Enzo Moscato, l’Amleto di Leonardo Lidi, Lo Zar di Stefano Massini, ancora Emma Dante e il suo sguardo sul femminile con Angelo del focolare, Ezra in gabbia o il caso Ezra Pound scritto e diretto da Leonardo Petrillo, con Mariano Rigillo.
L’Argentina diventa anche sede principale di un inedito festival di danza contemporanea affidato alla direttrice junior under 35 Lea Giamattei: fra gli spettacoli, Portrait di Mehdi Kerkouche, MOMO della Batsheva Dance Company, OUTBREAK con la coreografia di James Florendo del Balletto di Roma, Rendez-vous di Riva e Repele.
Il Teatro India ospita gli spettacoli di maggiore sperimentazione e le forme di scrittura scenica alla ricerca dei linguaggi teatrali rivolgendosi anche a un pubblico più giovan. Fra gli spettacoli che indagano sulla complessità del reale, Gli elefanti nella stanza, monologo in prima nazionale di Francesca Astrei, The Body of an American con la regia di Jacopo Gassmann, Lettera di una sconosciuta di Stefan Zweig diretto da Davide Sacco, il percorso si chiude con Logorante, ma vivo, viaggio nella visione di Paolo Grassi, su drammaturgia di Katia Ippaso.
Fra gli altri spettacoli, Lu Santo Jullàre Françesco spettacolo di Dario Fo e Franca Rame, interpretato da Matthias Martelli, la tragica commedia Resteremo per sempre qui buone ad aspettarti con la regia di Leonardo Lidi, ma non mancano tre eccellenze della ricerca contemporanea d’oltre confine che interrogano il rapporto tra identità, tecnologia e oblio con Crazy Grass (dello Sfumato Theatre Laboratory di Sofia, Cuerpo Sur, Reminiscencia di Malicho Vaca Valenzuela, I am the wind per la regia di Gábor Tompa del Teatro Nazionale di Cluj-Napoca, tra le istituzioni più innovative della Romania.
Il Teatro Torlonia si concentra sulla scrittura nettamente poetica e dedicata prevalentemente alle donne: fra gli spettacoli prodotti, Racconti Romani, dittico affidato alla regia di Danilo Capezzani dedicato a Elsa Morante ed Ercole Patti; Vita a rate di Riccardo Caporossi, Spettacolo politicamente scorretto che si può interrompere premendo un tasto diretto da Enrico Torzillo, atto di disturbo contro le ipocrisie del linguaggio.
Le ospitalità disegnano una riscrittura del corpo e della voce: fra gli spettacoli, Pazzo ad Arte con Giuseppe Pestillo, Witch is scritto da Francesca Mignemi, il magnifico Quartet di Heiner Müller, con la regia di Maximilian Nisi accanto a Viola Graziosi, Week-end di Annibale Ruccello.
Si rinnova l’offerta dedicata alle nuove generazioni attraverso generi e palcoscenici, la collaborazione con Il Laboratorio Piero Gabrielli, oltre alla VII edizione del Festival Contemporaneo Futuro a cura di Fabrizio Pallara.
Info e dettagli su teatrodiroma.net.
Fabiana Raponi

