8-11 ottobre al Mattatoio
Torna anche quest’anno, per la 41ª edizione del Romaeuropa Festival, l’appuntamento con Dancing Days, la rassegna a cura di Francesca Manica che indaga i nuovi linguaggi coreografici europei con un percorso dedicato alle identità di una nuova generazione di coreografi e danzatori in dialogo con Aerowaves, piattaforma europea dedicata alla danza cofinanziata dal programma dell’Unione Europea ‘Europa Creativa’.
Si parte giovedì 8 ottobre alle 19.00 con la coreografa e performance greca Chara Kotsali, che dopo l’assolo to be possessed presentato nel 2024 torna al Romaeuropa Festival con la prima nazionale di IT’S THE END OF THE AMUSEMENT PHASE, maratona coreografica che intrecciando storia personale e collettiva mette in tensione l’estenuante narrazione di ciò che – sulla scia di una rivoluzione tecnologica e sociale promessa e infine disattesa – ci ostiniamo a chiamare progresso.
La rassegna prosegue venerdì 9 ottobre alle 19.00 con Atto bianco di Roberta Racis, cofondatrice del Collettivo Mine ospitato al Romaeuropa Festival nel 2020 con Corpi elettrici e vincitore dell’edizione 2019 del concorso DNAppunti Coreografici. A partire dall’elaborazione di un lutto personale, la coreografa, danzatrice e performer di origini sarde esplora la possibilità̀ di interazione tra movimento e voce rielaborando il ballet blanc romantico per trasformarlo in un dispositivo simbolico attraverso cui indagare il corpo come luogo di memoria.
Alle 20.00 un’altra prima nazionale, quella di KINK del performer e autore sloveno Nik Rajšek. Un assolo che esplora il tema del controllo inteso come forza motrice ma anche come potenziale punto di collasso, messo in discussione, condiviso e continuamente ridefinito davanti agli occhi del pubblico in una dinamica di potere provocatoria in costante tensione tra dominio e abbandono.
La serata di venerdì si conclude alle 21.00 con Michael Incarbone e Max Gomard, che in We are who we are riflettono sugli stereotipi: non semplici etichette, ma forme attraverso cui il sociale produce, organizza e restituisce immagini dell’individuo e del collettivo. Tra esperienza personale e immaginario culturale, i due artisti – della stessa generazione ma provenienti da contesti differenti – attraversano il confine tra autenticità e costruzione, tra ciò che siamo e ciò che siamo chiamati a mostrare.
Si torna alle radici del linguaggio col danzatore, performer e coreografo romano Giacomo Luci, che alle 19.00 apre la giornata di sabato con la prima nazionale di La Lalangue. Ispirata alla lettura di Rasch di Roland Barthes sul ciclo Kreisleriana di Robert Schumann, questa creazione si muove in prossimità di ciò che precede l’articolazione, quando la lingua smette di essere codice e torna a farsi materia. Un territorio pre-individuale in cui il corpo non rappresenta ma reagisce, si lascia attraversare, entra in crisi. Come se la danza cercasse non tanto una forma, quanto il punto in cui la forma comincia a disfarsi.
Alle 20.30 i cofondatori di VIDAVÈ Company Noemi Dalla Vecchia e Matteo Vignali dialogano a specchio, quasi alter ego l’una dell’altro, in Coraggio. La sfortuna non esiste, duetto di una coppia in cerca del coraggio per affrontare la vita in un continuo processo di individuazione. Di fronte al destino, al corpo non resta che danzare la possibilità di resistere e trasformarsi.
Da anni al centro di una ricerca sull’impatto sociale del corpo e la relazione tra pubblico e performer, Silvia Gribaudi riattiva il mito con AMAZZONI, ultimo appuntamento della seconda giornata in programma alle 21.30. Non una battaglia contro un nemico, ma un allenamento collettivo a stare nel mondo in dialogo con le performer Marta Olivieri, Martina La Ragione, Sara Sguotti, Susannah Iheme e Vittoria Caneva. Qui la danza non cerca l’unisono, ma una forma di relazione in cui le differenze diventano forza condivisa.
Anche quest’anno Romaeuropa è felice di presentare i quattro progetti finalisti della dodicesima edizione di DNAppunti coreografici, un progetto di sostegno della coreografia italiana Under 35, promosso in collaborazione con Centro Nazionale di produzione della danza Virgilio Sieni, Operaestate Festival/CSC Centro per la scena contemporanea del Comune di Bassano del Grappa, L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino, Fondazione Romaeuropa, Gender Bender Festival, Triennale Milano Teatro. Appuntamento domenica 11 ottobre alle ore 17.00 con EXMIMI di Alessandro Paschitto, STeReO di gruppocorp3, Performing Nostalgia di Giulia Cannas e girare le viti di Noemi Piva.
Chiude il programma di dancing days, alle 19.30, Riccardo De Simone, vincitore di DNAppunti Coreografici 2025, con la prima nazionale di Everybody Has a Fate. Simulando il pattinaggio di velocità su delle slide boards, De Simone e la danzatrice e performer Laura Chiaffi avanzano e si rincorrono in un’oscillazione senza sosta né meta che diventa una riflessione sulla natura del tempo, sul futuro come orizzonte che chiede di essere raggiunto.
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