Dal 13 al 18 ottobre
Dal 13 al 18 ottobre, lo Spazio Diamante propone due appuntamenti in contemporanea, tra Sala Black e Sala Gray.
In Sala Black, Anagramma di madre di Betta Cianchini, con Antonio Guerriero e Luana Pantaleo, per la regia di Giuseppe Miale Di Mauro.
In Sala Gray, Com’è profondo il male, scritto e interpretato da Davide Cirri, con Sergio Beercock alla scrittura, alle musiche originali e alla co-regia.
Due spettacoli che affrontano temi profondamente umani attraverso prospettive e linguaggi differenti.
Da una parte il post partum, raccontato attraverso le voci di madre e padre.
Dall’altra la solitudine e il bisogno di essere visti e ascoltati, sullo sfondo della Palermo di Ballarò.
Una settimana che porta in scena due racconti intimi, autentici e contemporanei.
Una drammaturgia cruda e ironica che affronta un tema poco raccontato in teatro: il post partum, vissuto da entrambi i punti di vista genitoriali. Una problematica che fino ad oggi è stata esclusivamente appannaggio femminile.
Alternando con ritmo serrato le voci di madre e padre, lo spettacolo attraversa le trasformazioni profonde, le paure sussurrate, la stanchezza estrema e l’ironia inaspettata dei primi mesi dopo la nascita di un figlio.
Una confessione teatrale, senza filtri, nata dall’intervista di 563 donne neo-mamme che hanno trovato il coraggio di “chiedere aiuto”.
Il risultato è uno spettacolo comico e commovente, dove le fragilità diventano forza e l’intimità più privata si fa materia scenica universale. Scritto da Betta Cianchini, lo spettacolo mescola realismo e teatralità̀ con uno stile diretto, graffiante e autentico. La regia di Giuseppe Miale di Mauro attraversa le difficoltà con lucidità e ironia, restituendo una verità nuda che non cerca consolazione, ma autenticità.
I due protagonisti, interpretati da Antonio Guerriero e Luana Pantaleo, danno voce a un’esperienza condivisa ma vissuta con sensibilità̀ differenti, tra urla soffocate e risate improvvise, senso di inadeguatezza e slanci d’amore assoluto.
ANAGRAMMA DI MADRE è un atto unico che parla a chi è genitore, a chi lo sarà, ma soprattutto a chi non ha mai trovato le parole per raccontare il dopo. Perché diventare genitori è forse il parto più complicato.

