Torinodanza Festival si conferma ancora una volta un punto di riferimento imprescindibile nel panorama internazionale delle arti performative, offrendo uno spazio privilegiato in cui i maestri della danza contemporanea e le eccellenze mondiali presentano opere capaci di esplorare le frontiere più intime dell’espressività e del corpo. In questo prestigioso contesto si inserisce il lavoro di Damien Jalet, coreografo franco-belga celebre per le sue creazioni altamente evocative, viscerali e intrise di un’estetica rituale e scultorea, nate spesso in sinergia con artisti e creativi di ogni disciplina. Prodotto dalla Nagelhus Schia Productions, Thrice rappresenta uno dei capitoli più affascinanti e maturi della sua recente ricerca poetica, un trittico coreografico che mette in dialogo il movimento puro con la forza simbolica degli elementi naturali.
Ci sono serate in cui il teatro cessa di essere una semplice sala di rappresentazione per trasformarsi in un portale ipnotico, una soglia tra il visibile e l’inaudito: alla prima italiana di Thrice di Damien Jalet, interpretato con impeccabile virtuosismo e struggente dedizione viscerale dalla Nagelhus Schia Productions, il pubblico ha intrapreso un viaggio estatico e sospeso, guidato dalla pura ed eterea poiesi di un maestro illuminato della coreografia contemporanea. Ispirandosi ai versi della celebre e folgorante lirica Vento, acqua, pietra del premio Nobel Octavio Paz, Jalet distilla uno stile visionario e profondamente immaginifico, capace di dare forma tangibile all’invisibile e di far compiere agli spettatori una traversata sensoriale attraverso un continuo contrasto tra luci e ombre, tra il peso scultoreo della materia e la trasparenza del soffio aereo, dove la luce stessa cessa di essere mero elemento scenotecnico per ergersi a vera e propria co-protagonista drammaturgica della performance.
L’opera si articola in una rigorosa e approfondita esplorazione di ciascuno dei tre capitoli del trittico. Il primo pezzo, Gusts, dedicato all’elemento aereo, si apre piano, quasi sottovoce, scaturendo da un vortice primordiale di vento e di corpi-foglia che mulinano nello spazio; la drammaturgia visiva si sviluppa rimanendo immersa in una penombra arresa e sognante, dove i danzatori fluttuano e virano spinti da correnti acustiche e aeree invisibili, librandosi con una grazia che sfida la forza di gravità. Il passaggio alla seconda parte del trittico si realizza con un gioco di prese plastiche e scambi di immobilità fra i danzatori servi di scena che spostano i tappeti per le danze, portando in scene le danzatrici della coreografia successiva come statue di marmo a fecondare uno spazio di marmi frantumati. Il secondo pezzo, Médusés, focalizzato sul tema della pietrificazione e della materia minerale, è un capolavoro di perfetto sincretismo formale in cui fasci di luce affilati generano geometrie dense e riverberi spaziali, edificando ambienti surreali di pura percezione visiva: la qualità marmorea, plastica e quasi statuaria delle tre danzatrici in scena si fonde perfettamente con il secco ritmo luminoso delle lampade e dei tagli di luce che squarciano il buio, forgiando continuamente nuove dimensioni di visione ed esplorando un’inaspettata poesia onirica di bianco livido e corda sui corpi fatta di brevi scatti mimici che spezza la tensione drammatica potenziando l’aura sacra del racconto.
Nel terzo e conclusivo capitolo, Brise-lames, l’esperienza estetica raggiunge l’apice della sua forza evocativa ed emotiva: qui i fasci di luce si ampliano gradualmente, partendo da una prima sottile striscia sul fondo del tappeto di linoleum fino a spalancarsi in un immenso mare luminoso in cui trovano un tragico e poetico naufragio i corpi dei danzatori. Avvolti da questo abbraccio visivo e dalle vibrazioni dell’architettura sonora, i performer sembrano inabissarsi nelle profondità oceaniche, richiamando con struggente chiarezza la triste e reale sorte di chi cerca scampo solcando i mari verso speranze a volte drammaticamente spezzate; in questa sezione emerge con forza straordinaria la potente capacità suggestiva della musica, il cui dialogo viscerale e continuo con la carne e con i movimenti dei danzatori genera un’emozione pura e vibrante. Benché la serata abbia visto l’assenza della musica dal vivo del sassofonista inizialmente previsto per la prima sezione, questo imprevisto non ha affatto turbato la perfezione dell’opera né l’impatto emotivo sulla platea: la potente sonorità diffusa ha agito come una raffica invisibile sotto il cui impeto crescente i danzatori in scena si sono confermati nella perfezione assoluta di foglie-corpo, esseri flessuosi e perfettamente coordinati capaci di piegarsi e mulinare con una precisione quasi organica, dimostrando come il connubio tra gesto, luce e suono possa tramutare il palcoscenico in un unico, indimenticabile organismo che respira.
Visto il 3 ottobre 2026
Fonderie Limone – Moncalieri (TO)
Thrice
coreografia Damien Jalet
GUSTS
danzatori Christina Guieb, Even Eileraas, Aimilios Arapoglou + Bendik Gidske (Sax)
disegno luci Jan Maertens
composizione e musica dal vivo Bendik Giske
costumi Craig Green
scene Jim Hodges e Carlos Marques da Cruz
MÉDUSÉS
danzatori Jon Filip Fahlstrøm, Vebjørn Sundby, Shintaro Oue, Karima El Amrani, Guro Nagelhus Schia, Christina Guieb
disegno luci Jan Maertens
costumi Line Maher, Bernhard Willhelm
scene Jim Hodges e Carlos Marques da Cruz
musica Winter Family
composizione ritmica Gabriele Miracle
BRISE-LAMES
coreografia associata Aimilios Arapoglou
danzatori Nora Svendsgaard, Guro Nagelhus Schia, Christina Guieb, Karima El Amrani, Even Eileraas, Vebjørn Sundby, Shintaro Oue, Mason Kelly, Aimilios Arapoglou
immagini, scene e costumi JR
musica dal vivo e composizione originale Koki Nakano
musiche aggiuntive Olafur Arnalds e Nils Frahm
disegno luci Fabiana Piccioli
assistente al disegno luci Sander Loonen
produzione originale Opéra National de Paris
Prodotto da Nagelhus Schia Productions
Musiche di Olafur Arnalds concesse in licenza da Dickiebird Music and Publishing Co. / Embassy Music Corporation,
rappresentata da Bosworth Music GmbH / Wise Music Group Musiche di Nils Frahm concesse
in licenza da Manners McDade Music Publishing Ltd Progettazione del suono Terje Wessel Øverland
Tecnico luci Jan Harald Ovrum, Direttore di scena Tomasz Jerzy Kujawski, Assistente di Damien Jalet Jamila Hessaïne, Direttrice delle prove Astrid Sweeney, Testo Theo Casciani, Foto Rahi Rezvani, Nagelhus Schia Productions, Direttrice artistica Guro Nagelhus Schia, Assistente alla direzione artistica Vebjørn Sundby,
Produttrice e direttore delle prove Kristin Hjort Inao
Distribuzione Gulli Sekse

