La nuova stagione del Teatro delle Spiagge
Coloro insieme ai quali canti modificano il tuo canto
Witold Gombrowicz, Diario 1953-1956
«PoliSfonia è più di un cartellone teatrale: è un invito a entrare in un teatro di voci. “Polis” è la comunità, lo spazio condiviso dove ci incontriamo. “Fonia” è il suono, il canto, la vibrazione delle parole. Insieme, diventano un coro vivo che respira con il pubblico e con i tempi del nostro presente.»
Così la compagnia Teatri d’Imbarco presenta la nuova stagione del Teatro delle Spiagge, sostenuta da Comune di Firenze, Regione Toscana e realizzata con il contributo di Fondazione CR Firenze.
La festa d’inaugurazione, targata ancora una volta ‘generazione Z’ – con le due giornate multimediali di “Young Portraits on Stage” a cura di Matilde Zavagli (18 e 19 ottobre) – e l’apertura ufficiale del cartellone di venerdì 24 ottobre – con “Lottavano così come si gioca” di Luca Radaelli diretto da Laura Curino – annunciano un programma che guarda apertamente all’attualità dei nostri giorni e alle sue radici profonde nella storia più recente. Per raccontare con immediatezza le tensioni del presente, come fa l’improbabile dialogo sulle fake news tra un giornalista e un uomo delle pulizie proposto da Fabio Pisano in “Wet Floor” (8 novembre), ma anche i sogni che prendono forma tra passato e futuro, come accade nel nuovo spettacolo di Nicola Zavagli con Beatrice Visibelli e Andrea Zorzi: “La magnifica imperfezione. Giro del mondo su una palla in volo”, un mosaico di immagini e di storie che – a poche settimane dalla doppia vittoria mondiale del volley italiano – restituisce la forza universale dello sport come esperienza condivisa e come linguaggio senza confini, in prima nazionale il 16 e 17 gennaio 2026.
Il risultato è un quadro sorprendente e vivo del mondo in cui abitiamo, capace di intrecciare in un unico canto memoria, cronaca e poesia: dall’immaginario televisivo della generazione X raccontato in “Ecce Robot. Cronaca di un’invasione” di Daniele Timpano (in scena il 20 febbraio, seguito da un laboratorio di 2 giorni tenuto dalla compagnia Frosini-Timpano), all’esperienza di emarginazione e vuoto vissuta dagli adolescenti oggi che è al centro di “Sid. Fin qui tutto bene” (Premio Inbox 2023), uno spettacolo di Girolamo Lucania interpretato da Alberto Boubakar Malanchino, vincitore del Premio Ubu 2023 come miglior attore under 35 (29 marzo).
Ognuno degli spettacoli in calendario dal 24 ottobre 2025 al 29 aprile 2026 diventerà un incontro corale tra comunità e storie. In «una città chiamata teatro», dove «ogni voce diventa più grande quando ne incontra altre».
Tra il 30 ottobre e il 30 novembre, la conversazione tra teatro e città continua nell’ambito dell’Autunno Fiorentino. Si parte partirà il 30 ottobre (in collaborazione con l’Associazione Catalyst) con “A volo d’angelo” di Federica Cottini, lo spettacolo vincitore del FringeMi Festival 2025; il 21 novembre (in collaborazione con Associazione Teatro Puccini) sarà la volta di “Anime fragili. Viaggio nelle fragilità del nostro tempo con Platone e Aristotele” di Matteo Saudino, con la cantautrice genovese Giua; mentre il 23 novembre (in collaborazione con Cirk Fantastik) sarà in scena “Zona Franca” di Federica Mafucci, vincitore del Milano Fringe Off 2022, dove poesia e risate si incontrano per parlare di follia. Si chiude con il ritorno di ReStart! L’Arte che resiste: l’arte come forma di resistenza a 80 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale a cura di Teatri d’Imbarco: sul palco, “Storie di Villa Triste” di Nicola Zavagli, con Beatrice Visibelli e gli allievi del laboratorio di teatro Drammaturgie Resistenti (29 novembre) e “L’Europa s’è desta” di Matteo Bacchini (30 novembre), un viaggio rivoluzionario attraverso la storia dell’Inno alla gioia di Schiller e Beethoven, oggi inno europeo e simbolo di fratellanza.
PoliSfonia continua fino al 29 aprile, raccogliendo «artisti, drammaturghi e spettatori in un esperimento di comunità con monologhi e confessioni che chiedono ascolto, nuove scritture, gesti condivisi, presenze vive e cambiamenti sociali, personali e artistici.»
In scena, il volto grottesco del potere: “Ubu re, Ubu chi” dei Kanterstrasse, una drammaturgia di Simone Martini ispirata al capolavoro di Alfred Jarry (5 dicembre); il conflitto tra verità, giustizia e convenzione: “Il segreto” del Teatro dei colori, uno spettacolo di Gabriele Ciaccia e Francesco Manetti tratto da Il segreto di Luca di Ignazio Silone (11 dicembre); il bisogno universale di conoscersi ed esserci tra identità e relazione, corpo e voce: “Però chiamami” della coreografa Giulia Ciani – Compagnia XE (20 dicembre); la ludopatia e il possibile riscatto: “GAP – Gioco d’Azzardo Patologico” uno spettacolo di e con Stefano Ledda prodotto da teatro del Segno (25 gennaio); il mito della ribellione: “Umanità Nova. Cronaca di una mancata rivoluzione mancata”, una produzione Sciara Teatro e Carullo-Minasi (31 gennaio); la ricerca di se stessi tra desiderio e realtà: “Affogo” di Dino Lopardo, premiato al Torino Fringe Festival 2024 (8 febbraio); il rapporto tra cibo e religione: “A tavola con Dio” di Andrea Bigalli e Leonardo Romanelli (26 febbraio); la condizione precaria degli artisti: “Sarà per la prossima volta”, il ritratto amaro e esilarante di un artista dimenticato, disegnato dall’umorismo feroce di Andrea Muzzi (in anteprima assoluta il 14 e il 15 marzo); la lotta contro la mafia: “La partita non è ancora finita” di Marco Mittica per Compagnia On-Art, che racconta l’eroismo di Falcone e Borsellino attraverso lo sguardo sognante di un bambino (22 marzo); il riconoscimento del talento femminile nella storia e nella scienza: “Hedy Lamarr. Una donna tra genio e bellezza” di Barbara Alesse (18 e 19 aprile). Si chiude con la rivisitazione di un classico, l’unico proposto in questa stagione, – il “Tartufo” di Moliere (29 aprile). Firmato da Domenico Ammendola per Teatro Nove, lo spettacolo ci mostra tutta la sconcertante attualità di una satira che denuncia l’ipocrisia della distanza tra essere e apparire. Oggi come ieri.
«PoliSfonia racconta un teatro che non è solo spettacolo, ma spazio vivo di relazione, ascolto e confronto – dichiara Giovanni Bettarini, assessore alla cultura del Comune di Firenze – È un progetto culturale che intreccia linguaggi, generazioni e temi cruciali della contemporaneità, restituendo al teatro il suo ruolo originario: essere luogo di comunità, riflessione e cambiamento. Siamo orgogliosi di sostenere questa stagione che parla alla città e con la città, coinvolgendo artisti, giovani e pubblico in un percorso condiviso di crescita e consapevolezza.»
«Fondazione CR Firenze sostiene dal 2019 la stagione teatrale del Teatro delle Spiagge, radicato nella periferia fiorentina – afferma Gabriele Gori, Direttore Generale di Fondazione CR Firenze. Uno spazio che è diventato, negli anni, grazie all’offerta di spettacoli teatrali un luogo di comunità, incontro e sperimentazione. La cultura è la prima infrastruttura sociale e supportare il Teatro delle Spiagge significa, infatti, contribuire alla rigenerazione socioculturale di tutta l’area delle Piagge, investendo in partecipazione, bellezza e identità”.»

