Gli appuntamenti della settimana
Spazio agli eventi della settimana dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia: Teodor Currentzis e l’Utopia Orchestra tornano per un atteso appuntamento fuori stagione, con musiche di Berg e Mahler. A seguire, debutto romano per il Cristian Măcelaru direttore rumeno, alla sua prima volta sul podio ceciliano, affronta un programma tra Novecento americano e suggestioni francesi.
Al pianoforte Kirill Gerstein per la Rhapsody in Blue di Gershwin.
Mercoledì 3 giugno alle ore 20, la Sala Santa Cecilia ospita nuovamente il direttore Teodor Currentzis e l’Utopia Orchestra, ensemble indipendente composto da oltre cento musicisti provenienti da circa trenta Paesi. Ad affiancare l’orchestra nella prima parte del concerto sarà Vilde Frang, solista di calibro internazionale acclamata per la nitidezza del suono e il rigore stilistico. La violinista norvegese interpreterà il Concerto per violino di Alban Berg.
Nato ad Atene nel 1972, Currentzis ha fondato questa formazione con l’obiettivo di abbattere i compromessi esecutivi e unire strumentisti accomunati da una medesima, radicale visione musicale. “Questo sogno non è solo mio — spiega il direttore — si tratta di un’idea a lungo coltivata: creare senza compromessi ciò che la nostra immaginazione ci propone, alla ricerca del suono perfetto. La prima cosa che soffre della globalizzazione è l’intimità. Vogliamo portare questa identità cameristica nella strumentazione completa di un grande concerto sinfonico. L’utopia è qualcosa di impossibile, ed è questo che ci attrae: realizzare l’impossibile”.
Nella prima parte del programma sarà eseguito il Concerto per violino “Alla memoria di un angelo” di Alban Berg.
Pagina di struggente forza espressiva, la partitura fu composta in memoria della giovane Manon Gropius, figlia di Alma Mahler prematuramente scomparsa a soli diciotto anni.
Nella seconda parte della serata, l’orchestra affronterà la Sinfonia n. 1 “Il Titano” di Gustav Mahler. La composizione si snoda attraverso un vasto affresco sinfonico: dai risvegli della natura del primo movimento, alle marce funebri dalle tinte grottesche, fino al finale catartico e liberatorio.
Teodor Currentzis è il fondatore e direttore artistico della Utopia Orchestra and Choir, nonché direttore artistico dell’musicAeterna Orchestra and Choir. Dal 2018 al 2024 è stato direttore principale della SWR Symphony Orchestra.
Debutto ‘americano’ per il direttore rumeno Cristian Măcelaru, atteso a Santa Cecilia giovedì 4 e venerdì 5 giugno alle ore 20, e sabato 6 giugno alle ore 18, in Sala Santa Cecilia. In questa occasione il direttore salirà per la prima volta sul podio dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Già vincitore di un Grammy Award e attualmente Direttore Musicale dell’Orchestre National de France e Direttore Artistico del Festival Enescu, Măcelaru propone un impaginato di grande impatto timbrico e ritmico, che intreccia le atmosfere americane al sinfonismo europeo. Con lui sul palco anche il pianista Kirill Gerstein, alle prese con le celebri pagine musicali della Rhapsody in Blue.
Il concerto si apre con un brano che intreccia con Santa Cecilia un pezzo della sua storia: la Sinfonia n. 1 in un solo movimento di Samuel Barber, dedicata al compagno di una vita Gian Carlo Menotti. Proprio l’Orchestra di Santa Cecilia tenne a battesimo questa partitura nel dicembre del 1936, eseguendola in prima assoluta all’Augusteo sotto la direzione di Bernardino Molinari.
A seguire, il palco sarà tutto per Kirill Gerstein, pianista di fama mondiale noto per la sua formidabile tecnica e per la spiccata versatilità a cavallo tra repertorio classico e influenze jazz. Vincitore del prestigioso Gilmore Artist Award, Gerstein sarà il protagonista della Rhapsody in Blue di Gershwin, partitura del 1924 divenuta nel tempo la colonna sonora per eccellenza della città di New York. Commissionata dal direttore d’orchestra Paul Whiteman per il concerto “An Experiment in Modern Music” alla Aeolian Hall, l’opera debuttò con lo stesso Gershwin al pianoforte e rappresenta ancora oggi una sintesi rivoluzionaria tra la grande tradizione sinfonica e la dirompente energia del linguaggio jazzistico. Un brano reso immediatamente inconfondibile fin dalle primissime battute, grazie al celebre e sinuoso glissando di clarinetto che ne apre l’esecuzione.
Nella seconda parte della serata, il programma si addentra nello scintillante mondo del cinema con le atmosfere di Un americano a Parigi, sempre a firma di Gershwin. La chiusura del concerto è affidata all’ipnotico e vorticoso Boléro di Maurice Ravel, vertice assoluto della scienza dell’orchestrazione e inarrestabile crescendo che metterà in luce il virtuosismo di tutte le prime parti dell’Orchestra ceciliana.

