Al Teatro Gobetti alberga una sensazione intima e potente che non si limita a rievocare un passato letterario, ma lo scuoia per vederne pulsare ancora il sangue caldo. Licia Lanera, con il suo Altri Libertini, non mette in scena un semplice adattamento: instaura un vero e proprio corpo a corpo con Pier Vittorio Tondelli, una lotta fisica e spirituale dove non si distingue più dove finisca la pagina scritta e dove inizi la carne dell’artista.
Quello che ci troviamo davanti è il contesto dell’Italia 1980, un paese cullato dal sogno del futuro ma, al contempo, una nazione frastornata da illusioni e misteri ancora da comprendere. È in questo limbo storico che si muovono le fragilità e i desideri degli attori in scena (gli ottimi Giandomenico Cupaiuolo, Danilo Giuva e Roberto Magnani, insieme alla stessa Lanera), portatori sani di un’urgenza di ribellione che travalica il decennio di riferimento per schiantarsi contro il nostro presente.
Lanera compie un lavoro prezioso e profondo, agganciando il testo di Tondelli alla propria storia personale e biografica, così come a quella dei suoi compagni di palco. La scena trasuda molta fisicità, restituendoci intatta la molle ebrezza del vuoto di provincia e la vita drogata di una Bologna notturna e disperata. Una città-mondo che regala amori tossici e voli sintetici, percorsi necessari per seguire quell’odore di fuga, di lotta, di miseria e di quella dolente incomprensione del vivere che è il marchio di fabbrica tondelliano.
Ma è nel mettersi a nudo che la regista e attrice pugliese colpisce al cuore. Licia ci mette fisicità, anima e un incredibile coraggio di mostrarsi: dall’amore fallito alla crisi esistenziale superata proprio grazie al teatro e ai genitori. Scopre in scena il suo lato più intimo e vero, trasformando il palcoscenico in un confessionale laico dove il dolore diventa forza motrice.
È uno spettacolo urgente e necessario, questo Altri Libertini. Uno di quei lavori rari che riportano il teatro alla sua funzione originaria: mettere in dialogo il tempo, lo spazio, le anime e i nostri tormenti. Uscendo dalla sala, si ha la netta percezione che ogni storia ci riguarda, che ogni destino è intrecciato in un’unica grande narrazione collettiva. Perché, in fondo, ognuno dentro di sé desidera ancora seguire il ribelle che ci portiamo dentro, quel grido soffocato che Lanera ha saputo liberare con maestria e dolore.
Visto venerdì 13 febbraio 2026
Teatro Gobetti – Torino
Altri libertini
di Pier Vittorio Tondelli
adattamento e regia Licia Lanera
con Giandomenico Cupaiuolo, Danilo Giuva, Licia Lanera, Roberto Magnani
luci Martin Palma
sound design Francesco Curci
costumi Angela Tomasicchio
Sono un ribelle mamma è suonatad ai Sunday Beens
Compagnia Licia Lanera
in coproduzione con Albe/Ravenna Teatro
si ringrazia Compagnia La luna nel letto
Il testo Altri Libertini è edito da Feltrinelli

