Secondo evento della tetralogia wagneriana in forma scenica con la regia di Vincent Huguet, sul palco un cast di acclamati interpreti wagneriani. Il 21, 24 e 27 ottobre in Sala Santa Cecilia a Roma
Sold out l’inaugurazione della stagione 2026/2027 di Santa Cecilia con Siegfried di Richard Wagner diretto da Daniel Harding: appuntamento in Sala Santa Cecilia mercoledì 21 ottobre (ore 18, repliche sabato 24 ottobre ore 15 e martedì 27 ottobre ore 18) con il secondo evento della tetralogia wagneriana (che quest0anno compie 150 anni dalla prima esecuzione) nel nuovo allestimento in forma scenica con la regia di Vincent Huguet e un cast di acclamati interpreti wagneriani.

“Penso di essere la sola persona in questa sala che affronta per la prima volta Siegfried – esordisce scherzando Daniel Harding – Dopo lo spettacolo fantastico dello scorso anno adesso posso dire che nella storia del nostro lavoro con l’Orchestra il tempo si divide nel prima e dopo Valchiria. Il progetto del Ring è impegnativo, costoso e richiede molta energia, ma la ricompensa è grande. Abbiamo cominciato le prove solo ieri con l’Orchestra, ma è già chiaro che il lavoro svolto lo scorso anno è ancora presente. Sono felice di poter lavorare con questi grandi cantanti”.

Un progetto monumentale che è stato affrontato in modo inusuale da Harding che lo scorso anno aveva voluto cominciare dalla seconda giornata con la Valchiria coinvolgendo gli spettatori direttamente nel dramma per lasciarli con la punizione che il dio Wotan infligge a Brünnhilde che gli ha disobbedito.

La terza giornata (che diventa la seconda a Santa Cecilia) della Tetralogia introduce il personaggio di Sigfrido, figlio dei fratelli incestuosi Siegmund e Sieglinde e racconta una storia di formazione e di rinascita attraverso tutte le tappe necessarie dell’eroe senza paura: cresciuto nell’antro dall’avido Mime, rifugerà la spada Notung con cui ucciderà il drago Fafner, conquisterà l’Anello e libererà Brünnhilde dall’incantesimo del fuoco.
Il giovane valoroso è il protagonista di un intreccio fiabesco dove Natura e ostacoli da superare convivono, fino all’incontro con la Valchiria che per lui rinuncia alla sua natura divina. Impossibile pensare al Ring senza un allestimento visivo che viene affidato al regista Vincent Huguet, già applaudito lo scorso anno e che ha voluto associare alle varie giornate del Ring tre grandi periodi della storia di Roma.

Il regista ha ideato un percorso, con le scenografie del designer Pierre Yovanovitch, che associa alle diverse giornate del Ring tre grandi periodi della storia di Roma, città che è stata capitale di tre diversi imperi, Impero Romano, Stato Vaticano, Impero coloniale italiano tra gli anni Trenta e Quaranta del Novecento. Edoardo Russo firma i costumi realizzati in collaborazione con la Tirelli Trappetti Costumi reinterpretando le diverse epoche della romanità che si sono susseguite nel corso dei secoli.

“Il Ring è speciale perché nell’opera non esistono molti cicli, al di là della Trilogia Da Ponte/Mozart ad esempio – spiega il regista – è stato pazzesco realizzare una forma scenica a Santa Cecilia che non è un vero teatro. Manteniamo la stessa struttura, il palazzo dello scorso anno allestito in Sala, ma mentre la Valchiria era ambientata nell’antica Roma, Siegfried viene ambientato durante il Rinascimento – spiega il regista che annuncia un’insolita versione di Fafner, la cui rappresentazione è fornita dalla musica – il Palatino è caduto in rovina mentre il Vaticano è diventato il centro del mondo cattolico, un mondo che ha, a sua volta, numerosi legami con l’universo di Wagner come se molte delle immagini di questo mondo cattolico si siano insinuate ovunque anche guidando il più o meno consapevolmente il compositore tedesco”.
Se Siegfried potrebbe quindi svolgersi in Vaticano, è anche vero che al dil della monumentalità dell’allestimento l’opera è estremamente “intima”, ancor pià di Valchiria: in scena praticamente ci sono solo duetti che non hanno necessità della grandiosità, ma della semplicità, proprio come accade nella tragedia greca.

“Siegfried è la mia opera preferita. Sono cresciuto nella natura, nei grandi spazi e non amo ‘l’autorità – esordisce Clay Hilley, tenore statunitense fra i più apprezzati interpreti wagneriani della scena internazionale che interpreta il ruolo del protagonista – proprio come Siegfried. io stesso sono Siegfried! ”.
Torna a Roma dopo il successo della Valchiria, il basso-baritono Michael Volle, sontuoso interprete di Wotan, il soprano svedese Elisabet Strid interpreta la valchiria Brünnhilde, Wolfgang Ablinger-Sperrhacke è Mime, Wolfgang Koch è Alberich, Falk Struckmann è il drago Fafner, il contralto Anna Kissjudith interpreta Erda.
Anche quest’anno si moltiplicano gli eventi collaterali intorno a Wagner: domenica 18 ottobre la Sala Santa Cecilia ospita un’introduzione speciale all’opera con Quirino Principe, uno dei massimi esperti di Wagner, affiancato da Corrado Augias e Sandro Cappelletto; in occasione dei 25 anni dalla morte Giuseppe Sinopoli e la sua Tetralogia a Santa Cecilia, l’Accademia presenta una mostra fotografica e documentaria dedicata al direttore d’orchestra, una giornata di studi il 22 ottobre e il film documentario ‘Il ghiaccio in tasca. Mio padre Giuseppe Sinopoli’ diretto da Giovanni Sinopoli e presentato il 23 ottobre alla 21ª Festa del Cinema di Roma.

Numeri in crescita per l’Accademia come ricorda il Sovrintendente Presidente Massimo Biscardi che sottolinea “l’aumento di presenze del 20% della stagione sinfonica 25/26, le 12mila presenze a Massenzio l’aumento dei giovani under 30 in sala e l’aumento degli abbonamenti alla stagione da camera” che quest’anno apre con il recital tutto spagnolo del soprano americano Lisette Oropesa il 14 ottobre alle 20 al Teatro Costanzi.

“L’Auditorium è magnifico, è la più grande sala da concerti in Europa – prosegue Biscardi – ma dobbiamo sforzarci di renderlo per tutti uno dei luoghi iconici e centrali della città che è naturale frequentare“.
Il Siegfried apre la stagione il 21 ottobre alle ore 18, e replica sabato 24 ottobre (alle ore 15) e martedì 27 ottobre (ore 18 in diretta su Rai Radio Tre) e in differita su Rai Cultura su Rai 5 il 29 ottobre alle ore 21.20. Info e dettagli su santacecilia.it
Fabiana Raponi

